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Tribunale - Parla in aula la presunta vittima di una rapina - Alla sbarra il muratore che gli aveva fatto dei lavori

“È piombato in casa aizzandomi contro due pitbull”

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Viterbo – (sil.co.) – Conosce al bar un muratore d’origine romena e lo ospita a casa per qualche giorno, in cambio di alcuni lavoretti. Ma dopo una settimana decide di allontanarlo, perché l’uomo si ubriaca tutti i giorni.

L’operaio allora sarebbe entrato con la forza, tirandogli una bombola e aizzando due pitbull contro la presunta vittima.

Era l’11 luglio 2011. Il muratore, che alla fine è scappato con un borsello, è finito sotto processo per rapina davanti al giudice Silvia Mattei.

“Quando ho visto che era ancora una volta ubriaco, l’ho cacciato via, anche perché io e mia moglie avevamo un bambino piccolo”, ha raccontato la vittima durante l’ultima udienza del processo.

“Ma lui voleva entrare a tutti i costi – ha proseguito – ha scavalcato il cancello, mi ha tirato una bombola dalla finestra, sfiorando il bimbo che era vicino a me ed è piombato dentro aizzandomi contro due pitbull, che si era portato dietro. Poi mi ha rubato il portafoglio con la patente, che stava su un mobile, mentre chiamavamo i carabinieri”.

“Ha tirato una bombola nella stanza e preso mio marito per il collo, mentre a me tirava i fiammiferi accesi per darmi fuoco”, ha raccontato la moglie della vittima  dicendo di avere temuto per la vita del figlio, la propria e quella del coniuge.

Il giudice Silvia Mattei ha chiesto alla coppia se il muratore avanzasse dei crediti nei loro confronti. “No, ha fatto quello che ha fatto perché era ubriaco, tutte le sere beveva una decina di birre e poi dava escandescenze. È il motivo per cui l’avevamo allontanato”.

L’8 febbraio, la sentenza.


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17 dicembre, 2017

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