![]() L’interno del night club sequestrato al Poggino ![]() Elena Agafonova portata in caserma il 12 gennaio |
Viterbo – Sesso e coca, si avvicinano gli interrogatori di garanzia per i sette indagati finiti ai domiciliari all’alba di venerdì 12 gennaio nell’operazione Birretta.
Salvo novità, compariranno dopodomani, giovedì 18 gennaio, a sei giorni dall’arresto, davanti al sostituto procuratore Stefano D’Arma e al gip Savina Poli.
Hanno quindi ancora due giorni per decidere se rispondere alle domande del pm oppure avvalersi della facoltà di non rispondere.
Due i filoni della maxinchiesta sfociata venerdì nell’operazione Birretta.
Uno relativo al presunto spaccio di cocaina e l’altro allo sfruttamento della prostituzione, legati al giro di avventori ed entreneuse dello Starnight club di via della Meccanica.
Sette gli indagati a piede libero e sette quelli ai domiciliari, tra i quali l’imprenditore falisco 61enne Enzo Magnani e la moglie d’origine russa.
La coppia, come più volte sottolineato dal difensore Marco Valerio Mazzatosta, è indagata per il solo filone dello sfruttamento della prostituzione.
Tra i testi dell’accusa, la donna, Elena Agafonova, 39 anni, lo scorso 28 aprile è stata sentita al processo in corte d’assise all’infermiere coinvolto nella vicenda della bimba settimina ritrovata cadavere in un cassonetto del Salamaro il 2 maggio 2013.
Tornando all’operazione Birretta, come veniva chiamata la droga in gergo dagli indagati, proseguono senza sosta le indagini della procura, che puntano a smantellare eventuali infiltrazioni di organizzazioni criminali nella Tuscia.
Sotto i riflettori degli investigatori la presunta attività di spaccio che, come sottolineato dal procuratore capo Paolo Auriemma durante la conferenza stampa di venerdì, potrebbe rivelarsi per l’appunto finalizzata a illeciti finanziamenti.
“Ogni singola dose venduta, che sia cocaina oppure uno spinello – ha sottolineato Auriemma, parlando di indagini ancora in divenire – è sempre un indiretto, anche se inconsapevole, finanziamento a gruppi criminali, realtà criminose”.
“Per noi – ha concluso – è una priorità assoluta scoprire se siano radicate sul territorio”.
Gli arrestati
accusati di sfruttamento della prostituzione
Elena Agafonova, 39 anni, russa, residente a Montefiascone
Enzo Magnani, 61 anni, imprenditore residente a Montefiascone
accusati di detenzione e spaccio di stupefacenti
G.Z., 50 anni, artigiano residente a Castiglione in Teverina
A.E., 40 anni, operaio macedone residente a Viterbo
G.S., 39 anni, residente a Castiglione in Teverina
M.S., 39 anni, operaio residente a Orvieto
L.A., 38 anni, operaio macedone residente a Montecchio (Terni)
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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