Viterbo – Dà del “leccaculo dei preti” su YouTube al presunto sindaco omofobo di Sulmona che chiama i gay “aberrazioni genetiche”, 42enne viterbese finisce sotto processo per diffamazione.
E’ uno dei 28 utenti della piattaforma denunciati in tutta Italia dal medico Fabio Federico, 63 anni, ex sindaco di centrodestra del noto centro abruzzese, finito nella bufera nel 2011 quando un video in cui parla dei gay come di “un’aberrazione genetica” è finito in rete scatenando il finimondo.
La pubblicazione su YouTube del video di un’intervista rilasciata nel 2006 dall’allora consigliere comunale Federico a una televisione locale finì al centro di un servizio in prima serata del Tg2, di un duro intervento dell’allora ministro delle pari opportunità Mara Carfagna e di una fiaccolata di solidarietà nei confronti degli omosessuali organizzata a Sulmona dall’Arcigay.
“Poi si scoprì che il video era taroccato, è stato rimosso ed è stato sostituito con l’originale, ancora presente su YouTube”, ha spiegato ieri in aula l’ex sindaco, parte civile con l’avvocato Domenico Gorziglia.
“Il video – ha proseguito la presunta vittima – è stato sottratto dagli archivi della tv locale da un dipendente che poi lo avrebbe stravolto realizzando un nuovo montaggio, pubblicandolo su Youtube”.
Accusato di omofobia e oggetto di una quarantina di commenti “taglienti”, il sindaco ha denunciato tutti, dando vita a una serie di procedimenti per diffamazione in tutta Italia, alcuni finiti con l’archiviazione, altri con la condanna.
Nickname “Dragone 156”, il 42enne viterbese avrebbe commentato: “Beccati sta pernacchia, brutto leccaculo dei preti che tiri fuori menzogne sulle minoranze per beccare voti che tanto non avrai, dovrebbero cacciarti”. Secondo la difesa “uno sfogo frutto di una provocazione”.
Federico non ha mai ritrattato le sue affermazioni: “Sono un medico – ha ribadito ieri – per ‘aberrazione genetica’ intendo quelle sindromi, quelle patologie dove ci sono tre o quattro cromosomi invece di due, malattie genetiche appunto. Se l’omosessualità, invece, è una scelta non giudico, non mi permetto, non sono omofobo”.
Il Tg2 avrebbe rettificato, la Carfagna avrebbe scritto una lettera di scuse: “Con l’Arcigay ci siamo spiegati la sera della manifestazione, finita a prendere il caffè insieme, mangiando i confetti offerti da me per cui è famosa Sulmona. Ma ancora nei giorni successivi arrivavano commenti offensivi verso la mia persona, tra cui quello di Dragone 156”, ha sottolineato la presunta vittima, secondo cui la pubblicazione del video originale chiarisce il suo pensiero.
Su richiesta delle parti, il video sarà proiettato in aula il prossimo 4 giugno, quando il processo riprenderà con le spontanee dichiarazioni dell’imputato.
Silvana Cortignani
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