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Tribunale dei minori - A giudizio in sette, tutti prosciolti dalle accuse, a vario titolo, di tentata estorsione, cessione di droga e furto aggravato

Organizza furto a casa sua per pagare gli spacciatori

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Un'aula del Palazzo di Giustizia viterbese

Furto, droga e tentata estorsione, prosciolti in sette.

Sentenza di non luogo a procedere per sette ragazzi di Soriano nel Cimino, due minorenni e gli altri appena maggiorenni, a giudizio davanti al tribunale dei minori.

I fatti risalgono alla primavera del 2010. Precisamente alla notte di Pasqua.

Un giovane sorianese, oppresso da debiti di droga, è talmente disperato da organizzare un furto a casa sua.

Pianifica tutto nel dettaglio. Chiama un paio di amici, consegna loro le chiavi di casa e i due entrano in azione la notte di Pasqua, approfittando dell’assenza dei genitori dell’amico, in chiesa per la messa pasquale.

Rubano gioielli per 15mila euro.

I padroni di casa sporgono denuncia e, in caserma, il figlio cede. Confessa di aver architettato lui il furto, per pagare i debiti di droga. Poi fa i nomi di una serie di conoscenti, gli stessi che gli avrebbero ceduto l’hashish e che, a detta del ragazzo, lo avrebbero sottoposto a pressioni continue per farsi pagare.

Scattano le denunce e la vicenda approda davanti al gup del tribunale dei minori, Deborah Tripiccione. Il ragazzo da cui era partita l’indagine è parte offesa.

Quanto agli altri, in due – gli stessi che hanno eseguito il furto, su commissione del padrone di casa – dovevano rispondere di furto aggravato. Gli altri cinque, additati dagli investigatori come i presunti spacciatori, erano accusati, a vario titolo, di cessione di stupefacenti e tentata estorsione. Uno era difeso dall’avvocato Riccardo Micci.

Per i cinque il pm Filocamo aveva chiesto il proscioglimento. Più delicata la posizione degli altri due, assistiti dagli avvocati Stefano Clementi e Marco Valerio Mazzatosta, per i quali era stato chiesto il rinvio a giudizio. Ma il gup Tripiccione, alla fine, ha prosciolto tutti, alcuni – gli accusati di furto e tentata estorsione – per l’irrilevanza del fatto, altri perché il fatto non costituisce reato.


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29 marzo, 2012

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