Riceviamo e pubblichiamo – Avevamo deciso di lavare i panni sporchi in casa, ma l’intervento del vicesegretario comunale della Destra su un giornale provinciale ci costringe a lavarli in pubblico sia per un chiarimento nei confronti del suddetto vicesegretario che dei nostri iscritti.
Per conoscenza di Ciucciarelli e di tutti gli iscritti al Fli, facciamo presente, pertanto, che l’articolo a firma Barelli uscito il 28 marzo con il quale si prendevano le distanze dal convegno organizzato dalla Destra per il 2 aprile, è frutto esclusivo della sua mania di protagonismo e che mai la dirigenza provinciale del Fli ha pensato di partecipare al detto convegno.
Facciamo altresì presente che non è costume di Barelli frequentare gli uffici del Fli e avere contatti con la dirigenza provinciale e che per questo motivo tutto ciò che scrive e che dice nasce esclusivamente dalla sua fantasia, dal voler indossare un vestito che non gli appartiene.
Chiarito questo aspetto ci sembra necessario aggiungere alcune considerazioni prendendo spunto dalle affermazioni espresse dal Ciucciarelli. Non nascondiamo che anche in molti iscritti e simpatizzanti del Fli le manovre espresse dal governo Monti sono un boccone amaro da digerire, ma il Fli è ancora un partito in fieri, che non ha ancora tenuto un congresso dove chiarire, attraverso un processo dialettico, le proprie linee programmatiche.
Ciò che stupisce sono invece le posizioni espresse dalla Destra attraverso la penna del Ciucciarelli. “Le ultime azioni del governo a tutela della nazione – scrive Ciucciarelli – sono stati gli accordi di Berlusconi con Gheddafi”, salvo poi bombardarlo e contribuire alla sua uccisione; il rappresentante della Destra se la prende, e giustamente, con Attilio Befera che percepisce 460mila euro all’anno, ma dimentica di dire che in tale posizione è stato messo dall’ex ministro dell’Economia e del Tesoro del governo Berlusconi di cui Nello Musumeci, esponente di spicco della Destra faceva parte essendo stato sottosegretario di detto governo al ministero del Lavoro.
Infine Ciuccialelli se la prende con il governo delle banche – e anche qui giustamente – ma dimentica di dire che il suo alleato Berlusconi siede attraverso la figlia in Mediobanca ed è possessore egli stesso di una banca; infine non va dimenticato che il suo alleato Berlusconi impingua le proprie casse attraverso il più subdolo strumento del capitalismo la pubblicità, la quale esaspera tutti i bisogni e ne crea di continuo dei nuovi, riservando però l’accesso ad essi a una piccola minoranza, il che aumenta le frustrazioni e la collera di tutti gli altri.
In conclusione, ora che sa come stanno le cose, Ciucciarelli si rivolga a Barelli e non al Fli, e inoltre sia più coerente con se stesso cercando di trovare identità tra le parole e i fatti.
Claudio Taglia
Coordinatore provinciale Fli
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