Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Imputata di tentata estorsione la titolare di un'agenzia di infortunistica - Avrebbe chiesto alla vittima due terzi del risarcimento

Vittima di un incidente sotto ricatto…

Condividi la notizia:

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – “Se vuoi il risarcimento, mi devi dare due terzi della somma”. Finisce in un processo per tentata estorsione un tamponamento a catena avvenuto nell’estate di nove anni fa in viale Raniero Capocci a Viterbo.

Imputata la titolare di un’agenzia di infortunistica stradale. Presunta vittima un 42enne, parte civile con l’avvocato Antonella Fiore Melacrinis. L’uomo ha ottenuto un risarcimento di 3200 euro. Ma la donna ne avrebbe voluti per sè 2200.

“Mi ha detto che, se volevo l’assegno,  quello era il prezzo da pagare, ha raccontato in aula la vittima alla prima udienza del processo.

Era il 6 agosto 2009 e tra le auto coinvolte c’era anche una Fiat Panda con a bordo una coppia. Sul posto intervennero polizia stradale, polizia locale e 118. La moglie, rimasta ferita, fu trasportata in ambulanza a Belcolle. Il giorno dopo il marito, oggi 42enne, si rivolse a un’agenzia di infortunistica per il risarcimento.

“Ma lei non si è fatto refertare?”, gli avrebbe chiesto la titolare, convincendolo ad andare, sei giorni dopo l’incidente, al pronto soccorso di Belcolle a farsi visitare dal marito medico. Sintomi: vertigini. Diagnosi: cervicalgia post traumatica.

Carte alla mano, l’uomo fu poi visitato dal perito dell’assicurazione. Infine il risarcimento: un assegno da 3200 euro,  tramite l’agenzia, che gliene ha chiesti 2200 per le spese, invece dei 400 euro che lui si aspettava.

Saltato il contratto, il 42enne si è recato in questura e ha denunciato la titolare, finita a processo per tentata estorsione davanti al giudice Elisabetta Massini.

“Lei sosteneva che si trattasse di spese sostenute per le visite presso una nota clinica della capitale e per due cicli di fisioterapia nel Viterbese. Ma abbiamo scoperto che il 42enne, nei giorni indicati, si trovava a Viterbo e non a Roma e che non aveva fatto alcuna riabilitazione”, ha spiegato l’ispettore Felice Orlandini, che ha svolto le indagini per la procura, coordinato dal pm Fabrizio Tucci.
.
Per la donna il processo riprenderà il prossimo 8 ottobre. Dalla vicenda è inoltre scaturito un altro filone d’indagine, riguardante anche medici e fisioterapisti.

Silvana Cortignani

 


Condividi la notizia:
23 marzo, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/