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Belcolle - A processo l'amministratore della ditta fornitrice dei pasti precotti

Polpette “tarocche” alla mensa dell’ospedale…

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – Piatti freddi e polpette “tarocche” alla mensa dell’ospedale di Belcolle, a processo  per violazione delle leggi sanitarie l’amministratore della ditta di Pomezia che all’epoca forniva il servizio alla Asl di Viterbo.

Era il 4 dicembre 2012 quando, nel corso di un blitz, i Nas portarono via, per sottoporli a delle analisi, i pasti precotti serviti ai degenti. Era solo l’inizio di un’inchiesta proseguita anche nei mesi successivi, fino alla primavera del 2013.

Obiettivo dei carabinieri, accertare la qualità dei pasti, provenienti da Pomezia, dopo la chiusura momentanea della mensa del nosocomio, verificando le temperature di somministrazione dei cibi e la loro corretta conservazione.

Nel mirino, in particolare, i secondi piatti a base di carne, al posto dei quali furono introdotte, nel menù ospedaliero, delle portate a base di formaggio.

I cibi sarebbero arrivati tiepidi o freddi, mentre le polpette al vapore, spacciate per polpette di carne bovina, sarebbero state in realtà polpette di macinato misto.

“Con un ispettore del Nas, facemmo un sopralluogo a Belcolle, presso il centro di distribuzione dei pasti che venivano preparati presso il centro cottura di Pomezia e trovammo diverse carenze”, ha spiegato davanti al giudice Silvia Mattei il dottor Giuseppe Micarelli, direttore del servizio di tutela igienico-sanitaria degli alimenti di origine animale del servizio veterinario della Asl. 

“In primis abbiamo constatato che non veniva rispettato il mantenimento delle temperature”, ha proseguito. “Dopo di che, secondo le successive analisi condotte dall’Istituto zooprofilattico di Roma, è emerso che le polpette di carne bovina macinata contenevano in realtà anche suino e tacchino. Finiti tutti gli accertamenti, abbiamo inviato un’informativa alla procura”. Siccome il tacchino e il suino costano meno, per il testimone il reato da contestare sarebbe stato la frode .

Polpette al risparmio, sicuramente low cost rispetto alle aspettative, ma non dannose per i pazienti, secondo il qualificato testimone. 

“Nessuna contaminazione che potesse mettere a rischio la salute – ha sottolineato l’esperto – e nessuna carenza dal punto di vista degli elementi nutritivi. L’apporto di proteine, che si tratti di bovino, suino o tacchino, è comunque garantito allo stesso modo. A fare la differenza è il costo. Più alto se si usa solo il macinato di carne bovina, più basso se si mischia con il tacchino e il maiale. Per questo mi viene da dire frode”. 

Nessuna violazione delle leggi sanitarie, hanno convenuto accusa, difesa e giudice, per cui l’imputato è stato assolto. 

Pochi mesi dopo il blitz dei militari del nucleo antisofisticazioni, nell’agosto 2013, il servizio mensa di Belcolle fu appaltato a un’altra ditta, col ritorno della cottura in loco dei vitti destinati ai pazienti, ai dipendenti e ai bambini dell’asilo nido, secondo la gara regionale espletata nei mesi precedenti. Stop quindi ai cibi precotti, largo ai cibi preparati e subito somministrati, ovviando alle problematiche precedenti, per un totale di oltre 13mila pasti da distribuire in tutte le strutture ospedaliere. 

Silvana Cortignani


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5 aprile, 2018

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