Viterbo – Sui social aveva scritto di voler “ammazzare i bambini dell’asilo”, immortalandosi in una foto con una pistola in pugno. E per questo, qualche giorno fa, Denis Illarionov, in carcere dal 12 marzo, è stato aggredito da altri detenuti a Mammagialla. Schiaffi, forse qualche pugno e qualche calcio, che hanno costretto Illarionov a rifugiarsi nel box degli agenti di polizia penitenziaria che sono subito intervenuti.
Già in isolamento nei giorni dall’arresto dei poliziotti dell’antiterrorismo e della Digos di Viterbo alla convalida del gip, Illarionov era stato trasferito in una cella con detenuti comuni. Dopo l’aggressione è però stato mandato nel reparto che ospita i detenuti arrestati per aver commesso reati contro i minori.
Illarionov è il 24enne italiano d’origine lettone, residente a Bagnaia, segnalato dall’Fbi come potenziale terrorista internazionale e arrestato con l’accusa di detenzione e fabbricazione di materiale esplosivo. Nel frattempo la sua situazione si è complicata. Dopo i primi riscontri, infatti, il fascicolo aperto a Viterbo è finito a Roma: del suo caso se ne occuperà il pool antiterrorismo del procuratore capo Giuseppe Pignatone.
Illarionov, tramite il suo difensore, è ricorso davanti al tribunale del Riesame per chiede la scarcerazione. Ma i giudici si sono riservati.
Il giorno del blitz, quasi un mese fa, nell’abitazione di Illarionov in via Zuccari, a due passi da Villa Lante, sono stati sequestrati esplosivi, pistole, fucili e tirapugni. In particolare, circa tre chili di nitrato di potassio, polvere pirotecnica e una miscela combustibile creata dall’unione di nitrato di potassio e zucchero.
Materiale con cui, secondo gli investigatori, avrebbe potuto fare una strage, come annunciava nei suoi deliranti post su internet, attraverso Facebook, Instagram e altri social network, inneggiando a personaggi come Sayfullo Saipov, il terrorista islamico che il 31 ottobre del 2017 ha investito e ucciso 8 persone a New York.
Nella Tuscia il 24enne, ex studente del ragioneria, è giunto da bambino, al seguito della madre, sposata con un italiano residente in provincia di Viterbo.
Dopo la separazione, la donna si è prima trasferita col figlio a Bagnaia, poi all’estero, sembra in Germania, mentre Denis è rimasto a Viterbo. Il giovane, che per mantenersi, oltre a un piccolo contributo materno, avrebbe lavorato nell’edilizia, sarebbe passato inosservato anche ai vicini. Un tipo solitario che avrebbe trascorso gran parte del tempo libero chiuso in casa davanti al computer.
“È un ragazzo problematico, chiuso in se stesso e non inclina alla socializzazione”, continua a definirlo la madre Alina Illarionova.
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