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Regione - Il presidente Zingaretti ai gruppi d'opposizione -Apertura dei 5 stelle su singoli progetti

“Servono intese, altrimenti si torna al voto”

di Giuseppe Ferlicca
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Il consiglio regionale

Il consiglio regionale

Il consiglio regionale - Nicola Zingaretti

Il consiglio regionale – Nicola Zingaretti

Il consiglio regionale - Roberta Lombardi

Il consiglio regionale – Roberta Lombardi

Sergio Pirozzi

Sergio Pirozzi

Il consiglio regionale - Alessandra Troncarelli ed Enrica Onorati

Il consiglio regionale – Alessandra Troncarelli ed Enrica Onorati

Il consiglio regionale - Lorenza Bonaccorsi

Il consiglio regionale – Lorenza Bonaccorsi

Il consiglio regionale - A destra Enrico Panunzi

Il consiglio regionale – A destra Enrico Panunzi

Roma – Una legislatura che parte in salita, ma il presidente della regione Nicola Zingaretti è fiducioso: “Se vogliamo, ci sono le condizioni per cambiare”.

I numeri in consiglio non ci sono, servono intese e ieri Zingaretti ha messo in tavola le sue carte e chiamato le opposizioni a mostrare le loro. Lanciando dieci punti programmatici su cui raccogliere consensi.

Diverse le reazioni. Dal no di Sergio Pirozzi, pronto a firmare la sfiducia, alla forte critica di Stefano Parisi per il centrodestra, passando per la dura reprimenda di Roberta Lombardi (M5s). Ma il suo gruppo è pronto, non a dare una fiducia in bianco, ma a mettere alla prova l’amministrazione Zingaretti sui provvedimenti.

Un “gioco” complicato. Le due parti si guardano con sospetto, ma è sempre meglio di niente.

Zingaretti è soddisfatto per come si è svolto il dibattito. Soddisfatto ma cauto. Molto cauto. “Ho proposto una road map delle idee – spiega Zingaretti – per trasformare il Lazio come la principale istituzione che lotta contro le disuguaglianze in Italia. Un obiettivo ambizioso, ma penso che ora si possa fare perché c’è una regione più sana”.

I progetti: sviluppo sostenibile e nuova occupazione, rivoluzionare il ciclo dei rifiuti, la nuova legge sul diritto allo studio e la formazione, più centralità agli enti locali. Belle idee in un brutto contesto.

“La situazione è difficile – ammette Zingaretti – ma io confido che dentro le commissioni si possa sviluppare un dibattito tra chi ha idee e insieme, dopo il confronto, decidere”.

Zingaretti promette impegno. “L’ho detto con grande chiarezza, Ci proverò con tutta l’anima, il cuore e la testa”. Il risultato finale, però, non dipende solo dal presidente. “Con altrettanta chiarezza – sottolinea Zingaretti – ho detto che verificheremo tra qualche mese. Se il consiglio riesce a produrre buone leggi sarà un bene per i cittadini, per il Lazio e l’Italia. Perché se corre il Lazio corre tutta l’Italia”.

A patto che la corsa non diventi a ostacoli. “Se invece non si riuscirà a produrre leggi, tra qualche mese ne prenderemo atto e sarò io, come garante e figura monocratica del consiglio, a prenderne atto e ridare la parola ai cittadini”. Ritorno al voto.

“So di dovermi predisporre all’ascolto soprattutto con chi non mi ha votato, ma su temi qualificanti, maggioranze per garantire produzioni legislative qualificanti sono possibili”.

Viceversa: “Questo è un inizio di percorso, parliamo. Poi, oltre a discutere, bisognerà decidere. Se non si decide, ne trarremo le conseguenze”.

Giuseppe Ferlicca


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12 aprile, 2018

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