– Se vieni a cena con me ti tolgo la multa.
La proposta sarebbe venuta da un maresciallo dei carabinieri. A riceverla, una giovane donna cui era stata elevata una sanzione di quasi mille euro perché girava in motorino senza casco, né assicurazione.
Nessun problema, le avrebbe promesso il carabiniere. Una cena insieme e passa la paura. E soprattutto la multa.
Succedeva a Canino nell’ottobre 2006. Lei, però, denuncia il fatto solo due anni dopo, a giugno 2008. Sul maresciallo, all’epoca vicecomandante della stazione carabinieri di Canino, viene aperta un’indagine. Finirà poi a giudizio per tentata concussione.
Martedì l’ultima udienza del processo al tribunale di Viterbo. Sul banco dei testimoni, due colleghi del carabiniere, uno dei quali avrebbe spiegato di aver sentito più volte il maresciallo fare quel tipo di discorsi, ma senza malizia. “E’ fatto così – avrebbe detto il collega dell’imputato -. Altre volte è capitato che, alla gente che veniva a lamentarsi in caserma per le multe, lui rispondeva, ridendo: vabbè, mi pagherete una cena”.
Sotto la lente di accusa e difesa, il verbale di sanzione stilato nei confronti della donna. Verbale in cui la data di nascita della giovane risulterebbe sbagliata. Un errore che, per accusa e parte civile, il carabiniere aveva commesso appositamente, per poter poi annullare la multa con facilità. La difesa sostiene, invece, che l’imprecisione fosse del tutto involontaria e che, comunque, il verbale era stato redatto da un collega del maresciallo.
L’imputato, ad oggi, è sospeso dal servizio, in attesa dell’esito del processo. Ma potrebbero volerci mesi e mesi per la sentenza: il dibattimento, appena cominciato, è ancora alla prima fase dell’ascolto dei testimoni dell’accusa. Seguiranno quelli della parte civile e poi della difesa.
L’udienza è aggiornata al 15 maggio.
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