Viterbo – Assalto ai distributori di benzina, 12 anni di reclusione.
La pena, cumulativa, è stata inflitta dal giudice Silvia Mattei a tre stranieri, imputati per assalti alle colonnine self-service dei distributori di benzina.
Le pene vanno dai 7 anni (per il capobanda, che dovrà anche una provvisionale di 12mila euro alle parti civili) ai 2 anni e mezzo per i due complici. Uno di questi è difeso dall’avvocato Vincenzo Petroni: “Ricorreremo in appello – dice al margine dell’udienza -, perché è stata un processo fortemente indiziario”.
Per i carabinieri, che hanno condotto le indagini, la banda agiva secondo un rituale ben consolidato. E i tre imputati rispondevano di aver colpito una lunga lista di obiettivi. Prevalentemente aree di rifornimento ma anche bar, ristoranti e il mobilificio Orsolini. Più di trenta le parti offese (tre costituite parte civile), quasi tutte aziende specializzate in distribuzione di carburante, tra cui IP, Q8, Eni, Enerpetroli e molte altre.
Armati di smerigliatrice e frullino, gli imputati avrebbero ripulito le aree di servizio di mezzo centro-nord Italia: ventiquattro distributori saccheggiati tra il 2013 e il 2014. Hanno colpito a Viterbo e provincia, ma anche nell’hinterland romano e comasco e in provincia di Chieti, Firenze, Ascoli, Rimini e Forlì.
Partito il processo (inizio 2016), alla sbarra erano in dieci. Sette hanno patteggiato pene tra uno e due anni e dieci mesi, con maximulte per un totale di 9mila e 400 euro.
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