Viterbo – (sil.co.) – Auto promesse e mai consegnate. Una truffa che non passa mai di moda. Con l’aggravante di avere minacciato una delle vittime che, avendo pagato per niente, insisteva nel volere indietro i soldi. C’è cascato anche un ristoratore.
“Ti spezzo le gambe”, gli avrebbe detto il falso venditore, il cui unico obiettivo sarebbe stato arricchirsi a forza di lauti anticipi abilmente sottratti agli aspiranti acquirenti.
In quattro sono sotto processo davanti al collegio, ma durante l’udienza di mercoledi tutti i testi hanno puntato.il dito contro un solo imputato, negando di avere mai incontrato gli altri tre.
Significativa, al riguardo, la testimonianza di un ristoratore per il quale la truffa è passata da una finanziaria.
“Veniva sempre a mangiare nel mio locale e siccome vendeva auto e si diceva disponibile se avessi avuto bisogno, un giorno gli ho chiesto una Fiat Cinquecento da pagare con un finanziamento”, ha detto.
“Si è fatto dare i documenti col dire che poi avremmo fatto il contratto – ha proseguito – invece ho scoperto dal conto corrente che stavo pagando le rate della finanziaria senza avere firmato nulla e senza l’auto”.
Gli é andata bene. “La firma non era la mia, per cui abbiamo bloccato tutto e mi hanno restituito i soldi. Ma al ristorante non si è fatto più vedere e ho capito di essere stato truffato”, l’amara conclusione.
Il processo riprenderà il 10 luglio.
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