![]() Armando Malè |
![]() Il sindaco Marini e l'assessore Contardo |
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– Il Comune si scopre con il pollice verde e fa sbocciare San Pellegrino in Fiore.
L’iniziativa sembrava morta e sepolta, soppiantata dall’ambizioso Viterbo in Fiore. Fuori l’ente autonomo, dentro il Comune a bandire il concorso d’idee e l’affidamento per l’iniziativa.
Peccato che dopo il lancio in pompa magna dello scorso anno, a palazzo dei Priori, pur avendo fatto tutto nei tempi previsti, si sono accorti che senza soldi, che si chiami San Pellegrino o Viterbo in Fiore, le manifestazioni non crescono.
Quindi è tutto da ripensare. I finanziamenti regionali per Viterbo in Fiore alla fine sono arrivati, ma fuori tempo massimo, il 23 e 24 aprile e l’iniziativa è slittata alla metà di maggio.
Nel frattempo Alvaro Ricci (Pd) ha lanciato un appello all’ente autonomo, che forte di un’esperienza ultra ventennale ha raccolto la sfida, raggruppando quattordici tra vivaisti e fiorai che il primo maggio coloreranno il quartiere medioevale.
All’amministrazione non è rimasto che incassare, dando l’ok, con l’impegno di ripensare tutto il programma. In pratica la seconda sarà probabilmente anche l’ultima edizione di Viterbo in Fiore.
Si ritorna all’antico. Chi sceglie la strada nuova per quella vecchia, di solito si lascia per strada i finanziamenti.
“Dal prossimo anno – spiega Giulio Marini – va tutto ripensato. L’importante è che San Pellegrino in Fiore non vada perso, ma deve tornare a essere la manifestazione più grande, mentre Viterbo in Fiore sarà un concorso all’interno dell’iniziativa. Comune ed ente lavoreranno insieme, con le risorse disposizione”.
Per le altre, aspetta e spera. “Superiamo le difficoltà di quest’anno e lavoriamo per il prossimo”.
Che qualcosa non abbia funzionato e a palazzo dei Priori abbiano dovuto fare velocemente marcia indietro è chiaro, ma almeno c’è stata l’onestà intellettuale di tornare sui propri passi e rimettersi in gioco.
“La scelta che abbiamo adottato come amministrazione – precisa l’assessore Enrico Maria Contardo – si fonda su contributi e tempi certi per l’erogazione. Non è stato così e tutto è slittato. Del resto, tenendosi a maggio, quando i bilanci non sono ancora stati approvati, rende tutto più complicato. Dobbiamo essere più autonomi rispetto agli stanziamenti, che possono esserci o meno”.
Il San Pellegrino in Fiore 2012 è previsto solo in un giorno, il primo maggio, con 14 tra vivaisti e fiorai che parteciperanno gratuitamente, esponendo piante e fiori per la vendita in un’area che va da via del Pesce via Macel Gattesco, piazza San Carluccio, via San Pellegrino, piazza Scacciaricci, san pellegrino, piazza Cappella e via san pellegrino fino all’altezza di borgo lungo.
“Ringraziamo gli espositori spiega il presidente dell’ente Malè – i cittadini e il consigliere Alvaro Ricci per l’aiuto”.
La serata si chiuderà con la tradizionale fiaccolata, mentre l’inaugurazione è alle 10.30 in piazza San Carluccio.
All’ente il Comune ha passato anche l’organizzazione del concorso fotografico per il balcone e la vetrina fioriti. Chi vuole partecipare deve darne comunicazione. Tre premi in palio, da 250, 150 e cento euro.
Dopo San Pellegrino, il fine settimana del 18 sarà la volta di Viterbo in Fiore, che ha già potato l’allestimento a piazza del Comune per ragioni di finanziamento.
Finora l’iniziativa ha avuto 60mila euro dalla Regione, diecimila dalla Provincia e altrettanti dall’università, con trentamila euro dal Comune.
Giuseppe Ferlicca
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