Viterbo – (raff.stro.) – “Nessun rammarico”. Il questore Lorenzo Suraci lo dice con la sicurezza di chi ha lavorato tanto e quotidianamente al servizio dei cittadini. Domani si insedierà a Livorno, salutando Viterbo dopo tre anni e mezzo. “Lascio un ufficio sano – sottolinea – e un territorio ben sorvegliato, dove sono riuscito a fare tutto ciò che mi era prefissato”.
E da dicembre 2014 a oggi le operazioni della polizia coordinate da Suraci sono state centinaia. “Abbiamo chiarito il cento percento delle situazioni che si sono verificate il 3 settembre del 2015, con l’arresto del ragazzo che attentò alla macchina di santa Rosa. I responsabili dei reati più gravi che sono stati commessi in questi anni sono stati identificati, come gli autori degli omicidi di santa Lucia e del Suffragio. I servizi di prevenzione, che è fondamentale, sono stati implementati. Penso ai presidi mobili di pratogiardino e di viale Trento, un modulo che a Viterbo funziona e che spero venga riproposto. Come sono stati aumentati i servizi di controllo del territorio, anche grazie all’ausilio del reparto prevenzione crimine del Lazio”.
Fondamentale è stata pure la collaborazione con le altre forze dell’ordine. “Insieme – evidenzia il questore – abbiamo, ad esempio, intensificato i posti di blocco. E questa sinergia ha inevitabilmente portato a una diminuzione dei reati“. Suraci ricorda anche che la questura ha “coadiuvato il comune e la Viterbese nell’adeguamento dello stadio Enrico Rocchi”.
E poi gli eventi culturali, come “i concerti della banda musicale della polizia di stato” o la “collaborazione con l’associazione Mariano Romiti che realizza il festival Ombre”. Lo sbarco su Facebook, “dove è stata creata una pagina che ci permette di rendere note le nostre attività e di essere costantemente a contatto coi cittadini”. Il rinnovo degli uffici, sia in questura che al commissariato di Tarquinia. “Perché – ammette Suraci – anche l’occhio vuole la sua parte”. E il rafforzamento dell’organico. “Undici nuovi agenti sono già arrivati, altri sette lo faranno a febbraio – anticipa -. Molti di questi sono poliziotti di fresca nomina, ovvero giovani che abbassano l’età media del personale”.
I ringraziamenti. “Alla cittadinanza, perché a Viterbo mi sono trovato bene. A questa città rimarrò sempre legato e tornerò spesso. Grazie, per l’aiuto, ai quattro prefetti che in questi tre anni e mezzo si sono succeduti. Grazie per la collaborazione ai sindaci Leonardo Michelini e Giovanni Arena. Al vescovo Lino Fumagalli e alla curia. All’autorità giudiziaria, con cui il rapporto è stato sempre ottimo. Grazie agli organi di informazione che hanno divulgato le nostre attività”.
Infine l’augurio al suo successore. Massimo Macera, che da domani da vicedirettore della scuola superiore di polizia di Roma sarà questore di Viterbo. “È un collega che stimo, di cui ne conosco il carattere pratico e dinamico e che sono sicuro farà bene”.
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