Viterbo – Daspo urbano, “in un anno è stata allontanata solo una persona”. Sui numeri non si discute e quelli illustrati in prima commissione stamani dal vice comandante della polizia locale, Agostino Fanelli parlano chiaro.
Il decreto d’allontanamento applicato il 4 settembre a una donna ubraica e che dava in escandescenze in via Cairoli, al momento è il primo e l’ultimo, da quando a ottobre 2017 è stato adeguato il regolamento.
Ma è anche lo stesso provvedimento che l’assessora Claudia Nunzi aveva presentato con un certo entusiasmo, come un passo avanti per la sicurezza cittadina. Magari i benefici si vedranno in futuro.
“A distanza di tempo – osserva Fanelli – è stato applicato solo adesso ed è dovuto al fatto che le violazioni che sono punibili con il decreto d’allontanamento non sono tanto ricorrenti nel servizio diurno della polizia locale. Come l’ubriachezza.
La questura, che opera nelle ore notturne, ne ha fatti otto. Pure atti contro la pubblica decenza non ne capitano molti”. Altro caso, i venditori abusivi al mercato del sabato: “Ma le persone scappano prima che noi riusciamo a prenderli, è per questo che ci si limita al sequestro della merce”.
Ci sono poi i parcheggiatori abusivi. Rientrano nel mini daspo. “Non è una casistica ricorrente – osserva Fanelli – in realtà si tratta di una legge pensata per città come Roma o Milano, dove possono esserci persone che sono d’intralcio agli accessi ad esempio, alle stazioni della metro. Noi qui potremmo al massimo applicarlo, in questo caso a qualcuno che si sdraia davanti alle biglietterie di porta Romana o porta Fiorentina”.
Non capita spesso d’incontrarne uno e ancor meno capita di trovare le biglietterie aperte, ma questa è un’altra storia.
Sul perché un unico caso sia stato così al centro dell’attenzione da parte dell’assessora Claudia Nunzi, Martina Minchella e Luisa Ciambella (Pd) hanno un’unica spiegazione: “È solo propaganda”. Una sola volta in un anno è pochino per definirlo provvedimento per garantire maggiore sicurezza ai cittadini.
Poi parte la raccomandazione: “Faccia attenzione – dice Ciambella – a non far passare messaggi sbagliati. Capisco il voler cavalcare l’onda politica nazionale, ma non si può far l’idea che chi c’era prima non ha applicato la norma e adesso sì. È grave. Anche perché si tratta di provvedimenti che non stanno in capo all’assessore, ma di competenza della polizia locale”.
Claudia Nunzi precisa e va avanti per la sua strada: “Non mi sono mai permessa di dire che chi c’era prima non l’ha fatto applicare”. Ma sul cambio di rotta nella comunicazione non lascia molte speranze a Ciambella. “Questo è il mio modo di fare politica – osserva Nunzi – se una cosa la devo dire, la dico. Sono fatta così e non campo di politica”.
Al che, Giacomo Barelli, consigliere Viva Viterbo che ha in comune con lei il non vivere di politica, le consiglia maggiore prudenza: “Eviti di dirlo, è una raccomandazione per lei. Non porta molto bene”. Ogni riferimento a esponenti della precedente amministrazione non è puramente casuale.
Per il resto, una commissione dove l’opposizione incalza, fa domande e l’assessora Nunzi risponde poco e legge molto. Si è preparata un intervento iniziale, per il timore, probabilmente d’incorrere in qualche errore. In questo modo, al massimo ce ne sono stati solo di lettura. Riceve pure un grazie “per il ripasso accademico” da Martina Minchella (Pd).
Tra chi nei banchi lo esalta e chi lo ritiene pura propaganda, sul daspo urbano, la parte migliore della commissione sono stati gli interventi del vice comandante della polizia locale Fanelli e di Vincenzo Piergentili. Si va sul tecnico, per fare un po’ di chiarezza.
“L’ordine d’allontanamento si applica in determinate condizioni – spiega Fanelli – ed è valido per 48 ore. Va comunicato al questore, perché nel caso in cui ci sia reiterazione, può emanare un provvedimento fino a sei mesi, o addirittura, se passato in giudicato, da sei mesi a 5 anni”.
Nel caso del 4 settembre, qualche polemica sul fatto che la firma al documento trasmesso alla questura il giorno dopo non fosse della dirigente Mara Ciambella. “La comunicazione è stata effettuata dal più alto in grado in quel momento – spiega Piergentili- ha pieno titolo a farlo. Il comandante non è stato avvisato perché non c’era, non era in servizio, era in ferie e poi non è necessario avvisarlo, trattandosi di una pratica come può essere un sequestro. Non dobbiamo andare a dirlo al comandante, è un atto dovuto, lo applichiamo senza dover chiedere niente a nessuno”.
Lina Delle Monache (Viterbo bene comune) non è molto soddisfatta della risposta ricevuta, ma si deve accontentare.
C’è il racconto dell’intervento effettuato il 4 settembre. “La signora era agitata – ricorda Fanelli – ci siamo preoccupati innanzitutto della sua salute, abbiamo chiamato il 118 ed è stata portata al pronto soccorso, abbiamo atteso i sanitari che le prestassero assistenza. Il lavoro dei colleghi è stato encomiabile. La donna dava in escandescenze e non era facile da gestire”.
Massimo Erbetti, però, chiede come mai in altri casi in cui il decreto d’allontanamento poteva essere applicato, non è stato fatto. Per commercio abusivo sono stati effettuati quattro sequestri di merce il 14 luglio al mercato, ma niente allontanamento alle persone. “Perché si danno alla fuga – spiega il vice comandante – quando arriviamo, troviamo il materiale sul posto e non la persona. Che altrimenti si prenderebbe anche una multa da 5mila euro”. Si allontanano da soli, non serve nemmeno il daspo.
Giuseppe Ferlicca
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