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Lezioni di democrazia - Enrico Mentana sulla crisi politica di inizio millennio

“La democrazia è faticosa, le persone oggi vengono attirate dall’uomo forte”

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Enrico Mentana a Lezioni di democrazia

Enrico Mentana a Lezioni di democrazia

Enrico Mentana a Lezioni di democrazia

Enrico Mentana a Lezioni di democrazia

Lezioni di democrazia - Enrico Mentana con Andrea Baffo e Filippo Rossi

Lezioni di democrazia – Enrico Mentana con Andrea Baffo e Filippo Rossi

Viterbo – La democrazia, la sua sopravvivenza, le sue contraddizioni. Enrico Mentana è intervenuto nel corso della tre giorni organizzata al Teatro Caffeina per dire la sua su un’epoca, quella attuale, fatta di cambiamenti e incertezze, dove a spiccare alla fine è “una protesta contro tutti, contro la casta, contro i detentori del sapere”.

Intervistato dal direttore artistico di Caffeina Filippo Rossi in chiusura della prima giornata della manifestazione Lezioni di Democrazia, in scena fino a domenica 23 settembre, il direttore del Tg La7 ha parlato della “fine di un’epoca: sono saltati tutti gli schemi del Novecento ai quali eravamo abituati, compreso quello che pareva più solido: la polarizzazione tra destra e sinistra”.

Gallery: Lezioni di democrazia – Enrico Mentana

Il gioco democratico si fa sempre più difficile, sempre più affannoso.

“La democrazia è faticosa, le persone oggi vengono attirate dall’uomo forte – sostiene Mentana -. Tanti si sono innamorati di Renzi nel 2014 pur non essendo di sinistra, oggi altrettanti si innamorano di Salvini pur non essendo di destra. Si vuole qualcuno che sparigli le carte e guidi il Paese con decisione. Non è più il tempo dell’alternanza popolari-socialisti, che ha segnato gli ultimi trent’anni della politica europea. Oggi in Italia agli elettori viene proposta solo una soluzione sovranista, manca l’alternativa”.  

Una democrazia in crisi, dunque, in una società contraddittoria, quella dove “i padri lavorano per mantenere i figli, che difficilmente riescono a fare il lavoro che vogliono e faticano a trovare spazi, chiusi da chi ha più anni di loro ma non vuole farsi da parte. Prima si pensava che le generazioni future sarebbero state migliori, più agiate, ora crediamo sarà più dura per chi verrà dopo”. Un periodo storico in cui “non esiste più il futuro. Prima a indicarlo era la politica, oggi tutti i leader si limitano all’esistente”. 

Le prossime elezioni europee, secondo Mentana, saranno allora un passaggio fondamentale. Una chiamata alle urne che potrebbe significare la morte, definitiva, di quel poco che resta del secolo scorso e dei suoi ideali: “Sarà uno scontro inedito, forte, che vedrà impegnati sovranisti contro anti-sovranisti. Da un lato Orban, Salvini, la Le Pen e compagnia. Dall’altro un fronte liberale. Vincessero i primi, cambierebbe la stessa idea di Europa”.


Lezioni di democrazia – Il programma di oggi e domani 

Sabato 22 settembre, alle 18, Edoardo Novelli parla de “Le campagne elettorali in italia. protagonisti, strumenti, teorie”. Momento centrale delle moderne democrazie, nel corso degli anni le campagne elettorali si sono trasformate. Pubblicitari, sondaggisti, esperti di marketing, hanno sostituito militanti, partiti e candidati; tecniche di campaigning e spot, strategie di media management e storytelling, la rete e i social network hanno preso il posto di manifesti, comizi, volantini.

Alle 19 Alessandro Gilioli con “Twit Republic, così la politica è diventata un social media”. Colloqui con Alessandro Gilioli, Vicedirettore dell’Espresso. La trasformazione ormai sembra completata: la politica è diventata comunicazione social. Possono più un twit o un post che dieci provvedimenti governativi. Ma la democrazia in tutto questo?

Alle 21,30 Piergiorgio Odifreddi con “La democrazia non esiste. Critica matematica della ragione politica”.
Imparare a ragionare politicamente e a formulare domande indiscrete, a partire da quella primordiale: siamo cittadini di un sistema democratico e palese, o sudditi di un regime totalitario e invisibile?

Domenica 23 settembre alle 16 Luigi Di Gregorio con “Demopatia”. La crisi delle democrazie contemporanee spiegata attraverso i mutamenti del demos. Come siamo cambiati e perché? E quanto questi cambiamenti impattano sul presente e sul futuro democratico?

Alle 17, Francesca Scopelliti, Sergio Talamo e Vittorio Pezzuto con “Enzo Tortora, lettere a Francesca”.
A quasi trent’anni dalla morte di Enzo Tortora, la sua compagna Francesca Scopelliti consegna alla memoria degli italiani una selezione delle lettere che il celebre giornalista e presentatore televisivo le scrisse dall’inferno del carcere nel quale era stato sbattuto per “pentito” dire.

Alle 18, Marco Ferrante parla di “Marchionne”. Alla fine dell’«era Marchionne», mentre sono ancora vive le polemiche tra sostenitori e detrattori, Marco Ferrante delinea un penetrante profilo della sua figura di leader solitario.

Infine alle 19, Stefano Feltri con Populismo sovrano. Spaventati dai fantasmi di una sovranità che sembra svanire, stiamo distruggendo proprio quegli strumenti che ci consentirebbero di ricostruirla in un mondo che non è più quello dominato dagli Stati nazionali.


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22 settembre, 2018

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