Riceviamo e pubblichiamo – Oggi 19 maggio una gravissima disgrazia si è abbattuta sul corpo studentesco, non solo brindisino, ma di tutta Italia, creando una profondissima ferita nel cuore di tutti noi.
Alle 7,50 un ordigno piazzato di fronte alla scuola Francesca Laura Morvillo Falcone di Brindisi ha provocato la morte di una nostra compagna ferendo in maniera grave altre sue coetanee.
Noi, in quanto sindacato degli studenti, ci sentiamo profondamente afflitti e colpiti da questo triste fatto e invitiamo l’intera popolazione, indipendentemente dalla sua connotazione politica e sociale, a capire la gravità dell’accaduto e a piangere la vittima innocente di un’associazione criminale, che uccide, come è stato oggi dimostrato, solo per difendere i propri interessi.
Una domanda che sorge spontanea è perché obiettivo di questo attentato sia stata una scuola, non possiamo che risponderci, quindi, citando il magistrato Antonino Caponnetto la mafia teme più la scuola delle istituzioni bisogna quindi ribadire, oggi più che mai, l’importanza dellistituzione scuola, e di come questa debba anche farsi carico della creazione di una coscienza civile negli studenti.
Quindi al grido di la mafia uccide, il silenzio pure come diceva Peppino Impastato (di cui si è da poco ricordato l’anniversario della morte) invitiamo tutta la comunità scolastica (studenti, personale docente, personale ata e presidi) a scendere in piazza il 23 maggio raccogliendo l’invito dell’assessore Bianchini, mettendo per una volta da parte le discordanze politiche e ribadire che per noi la mafia è una montagna di merda.
Unione degli studenti e delle studentesse Viterbo
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