Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Scrivo, di mio pugno, questa lettera per rispondere all’osservazione sollevata dalla Rete degli studenti medi, in relazione, a loro dire, del dilagante problema del razzismo nelle scuole.
Parto con il dire che mi dissocio completamente da quel/quei ragazzo/ragazzi che hanno fatto il saluto romano all’interno dell’istituto Paolo Savi: sono chiaramente degli immaturi, che, ” per divertirsi”, o forse per riempire la loro vita vuota, si nascondono dietro un’ideologia che non conoscono neanche per metà.
Lasciando da parte, quindi, quel crocchio di ragazzi, rimane il discutere su quanto la vostra “denuncia” sia giusta.
Forse è bene ricordare l’articolo 3 della nostra Costituzione, che dice che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali […]”, quindi è inutile fare “allarmismi” , come dite voi, perché il razzismo è illegale e, se commesso, viene regolarmente perseguito.
Forse quello che non ritorna è il tempo con il quale la nostra giustizia si attiva, ma vi garantisco che una punizione sana ed equilibrata “c’è per tutti”.
Piuttosto, trovo che un vero problema della nostra società sia il voler fare, sempre e comunque, facili atti di proselitismo, cercando di utilizzare frasi masticate all’unisono su argomenti delicati, che andrebbero discussi con maggior profondità, per cercare di pubblicizzarsi.
Invece di scrivere una lettera a un preside d’istituto per parlare delle problematiche presenti all’interno del suo istituto (perché secondo voi non ne è già a conoscenza?) credendo, solo con questo, di aver servito la propria idea di libertà, sarebbe più serio cercare di cambiare attivamente quest’atteggiamento “razzista e xenofobo” , magari parlando direttamente con quei ragazzi che hanno fatto il saluto romano, così, magari, anche da capire i motivi che li hanno spinti a farlo, o magari girare le scuole del Viterbese e fare una lezione sul vero significato di libertà.
È facile esporre un problema e lasciare che siano gl’altri a risolverlo. Prendete il mio come un consiglio, e non come una critica. Sappiate rischiare anche la vita in nome della libertà nella quale siamo cresciuti.
Giovanni Spalla
Uno studente
– Rete degli studenti medi: “Saluto fascista a scuola, va insegnato il valore vero della democrazia…”
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