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Viterbo - Saluto fascista all'Istituto Paolo Savi - La dirigente scolastica Maria Patrizia Gaddi replica alla Rete degli studenti medi

“Un episodio isolato non può offuscare la nostra azione didattico-educativa”

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Viterbo - Maria Patrizia Gaddi

Viterbo – Maria Patrizia Gaddi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Di fronte alla lettera aperta, pubblicata su Tusciaweb, indirizzata a me, ma mai inviatami, e ai continui articoli che hanno visto coinvolto l’istituto che ho l’onore e il piacere di dirigere, diverse sono le precisazioni che mi sento di fare alla Rete degli studenti medi di Viterbo, al giornale in questione, ai lettori e ai genitori e a quanti altri hanno scritto. 

Il “Paolo Savi”, Ite di lunga e comprovata serietà, segue programmi ed obiettivi didattico-educativi ministeriali e inseriti nel quadro strategico ”Istruzione e formazione 2020”. 

La storia del novecento e il diritto pubblico e costituzionale italiano sono affrontati curricularmente. Questi ultimi quali percorsi di indirizzo nel primo biennio e nel quinto anno. 

I docenti del Savi, pur nella loro libertà di insegnamento, sono professionisti e professionali, e affrontano il loro lavoro con onestà intellettuale. 

Il Savi (non solo una classe o un piccolo gruppo di alunni) ha sempre affrontato e portato avanti iniziative di democrazia e cittadinanza attiva a livello: 

– internazionale (Erasmus KA201: “Are the gender stereotypes determining an in-egalitarian society?” KA204: ” Trough our own eyes”; KA219 “Developing tolerance towards cultural diversity and Migration”; Invito come soggetto proponente buone pratiche realizzate al convegno International civic and citizenship education study “Presentazione risultati indagine internazionale Iccs 2016”) 

– nazionale: (Rete Falcone; “Scuola amica dei bambini e dei ragazzi” a cura di Unicef e Miur; “Dalla aule parlamentari alle aule di scuola” a cura della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica e del Miur; “Piccolo atlante della corruzione” a cura dell’Anac, Anm e Miur; “Legalità e cultura dell’etica” a cura del Rotary club); 

– locale (cinema sociale “Regie positive” promosso da Arlaf e Cesv-Spes; “Puliamo il mondo” a cura di Viterbo Ambiente; “Parliamone: progetto intergenerazionale sul tema della violenza” e “Diritti e non rovesci” con lo Sai – Arci; progetto ‘’Cento Storie Cento Volti. Le storie e i volti di una donna rimasta sconosciuta’’ a cura di Auser e Anpi; Viaggio della memoria ad Auschwitz a cura della regione Lazio; donazione del sangue attraverso l’Avis).

Non da ultimo il nostro istituto promuove, da anni, progetti e percorsi formativi finalizzati alla diffusione di una cultura della privacy e della riservatezza dei dati personali, intesa come espressione di un diritto fondamentale di libertà. 

I nostri alunni hanno sempre partecipato a concorsi, diverse volte anche vincendoli; realizzato video, storie ed ebook sui valori fondanti di pace, solidarietà, uguaglianza, partecipazione attiva.

Per loro hanno tenuto conferenze e lectio magistralis sui principi costituzionali: rappresentanti delle forze dell’ordine e di polizia, magistrati, prefetti e questore, professori universitari, vescovo e rettore, giornalisti e attori, imprenditori e cittadini. 

Ogni anno, ormai da diverso tempo, facciamo intervenire la polizia postale, soprattutto nelle classi del biennio, affinché illustri i pericoli del web e svolga attività di prevenzione al cyberbullismo. 

I nostri ragazzi, hanno realizzato e concordato con i docenti, attraverso il sistema di democrazia diffusa e rappresentativa, il regolamento di classe (unico per tutto l’istituto). 

Il Savi, vicino al sociale e convinto della necessità di un’economia equa ed “umana”, ha realizzato percorsi di Asl con il terzo settore e il mondo del volontariato, sia estivi e volontari, che durante il percorso curriculare individuato dall’Istituto. 

Potrei continuare ancora ricordando soltanto quanto fatto negli ultimi anni, senza risalire troppo indietro nel tempo, ma sarebbe una lunghissima “bibliografia” e sicuramente dimenticherei qualcosa che comunque il Savi ha offerto come opportunità ai suoi studenti e alla società civile. 

Il corpo docente ha ben chiaro il suo ruolo di “educatore”. Ne sono una riprova i progetti Pon e Por vinti dal nostro istituto, tutti basati su una didattica inclusiva e partecipativa di una realtà socio-economica “liquida” ed in fase di cambiamento. 

Personalmente sono sempre presente e disponibile al dialogo con alunni, genitori e docenti e non ho sicuramente bisogno di un comunicato stampa ridondate di consigli ed “istruzioni” per l’uso per conoscere cosa sta succedendo nel mio Istituto. 

Per tali ragioni, l’episodio isolato di un singolo alunno, non può offuscare l’azione didattico-educativa che caratterizza la nostra scuola. 

Nel merito l’istituto ha infatti assunto le opportune decisioni, nella convinzione che il ruolo della scuola sia fondamentale per trasmettere i valori costituzionali che fondano la nostra democrazia. In tale ottica eventuali azioni non hanno mai il solo scopo di punire, ma sempre quello di educare. Se poi alcuni comportamenti dovessero indicare profili di illecito, saranno gli organi preposti, in collaborazione con la scuola, a far sì che la legge venga applicata proprio per la sicurezza degli studenti che ci vengono affidati e per garantire una società libera e democratica. 

Quindi parlare di disattenzione è “sensazionalistico” e fuori luogo. 

Non è il momento di puntare il dito “contro”, ma di tendere una mano per capire, e tutti insieme, aiutare i nostri ragazzi, che rappresentano il futuro, a crescere in maniera consapevole, critica, ma soprattutto rispettosa. 

Maria Patrizia Gaddi
Dirigente scolastico istituto Paolo Savi


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18 ottobre, 2018

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