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Tribunale - Civita Castellana - Presunta vittima un addetto alla colatura dei sanitari - "L'Inps mi ha riconosciuto la malattia professionale", ha detto al giudice

Operaio si spacca la schiena sollevando pesi, azienda ceramica alla sbarra per lesioni

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Civita Castellana – Convinto di essersi spaccato la schiena per colpa del datore di lavoro, operaio denuncia azienda ceramica di Civita Castellana. 

La presunta vittima è un colatore e rifinitore, oggi 44enne, cui l’Inps ha riconosciuto la malattia professionale. Il presidente della fabbrica di sanitari per cui lavora è sotto processo per lesioni aggravate davanti al giudice Giacomo Autizi, al quale ieri la parte offesa ha raccontato la sua versione. 

Impiegato presso la ditta dal 2001, dal 2005 avrebbe cominciato ad accusare forti dolori alla schiena, fino a quando, nel 2014, non è rimasto bloccato, scoprendo di avere tre ernie al disco e problemi discali. Rientrato dopo un periodo di malattia, lavora tuttora per l’azienda, ma gli è stato affiancato un altro addetto. 

“Per tredici anni ho fatto presente il problema, ma mi rispondevano che se non mi stava bene potevo cambiare lavoro – ha detto il testimone – ogni giorno, dal 2001 al 2014, ho sollevato in media 72 pezzi da colare e rifinire, del peso tra i 25 e i 45 chili, per sette ore al giorno, cinque giorni alla settimana. Tutto lavorato a mano, senza ausili meccanici, sollevando ogni sanitario in media quattro volte, senza nessuna formazione”.

“Solo dopo la mia denuncia è stato fatto un corso di sicurezza, il 9 luglio 2015”, ha concluso, sottolineando di avere fatto denuncia per la malattia professionale, che gli è stata riconosciuta dall’Inail.

La difesa ha puntato sui presunti sport estremi cui in età giovanile si sarebbe dedicato il 44enne, ma sia l’operaio, sia un collega, sia il caporeparto del reparto colatura, sentiti anche loro come testimoni, hanno detto di non avere mai saputo che praticasse sport estremi, ma solo il surf. 

Il caporeparto, entrato in fabbrica nel 2014, ha però detto che tutte le macchine di colaggio hanno un abbattitore di peso  e che è vietato movimentare pezzi di peso superiore ai 25 chili, così come l’altro operaio: “La regola è che per pezzi di peso superiore bisogna essere in due”.

L’altro operaio, invece, assunto nel 2011, ha precisato di non avere mai fatti corsi sulla sicurezza: “L’unico io l’ho fatto l’anno scorso”. 

“L’unica contestazione all’azienda, dopo il sopralluogo della Asl, è di non avere messo a disposizione dei dipendenti il libretto di istruzioni della macchina, comprata nel 1994, che era munita di abbattitore di peso”, ha sottolineato la difesa.

Il giudice Autizi, rinviando il processo all’11 febbraio, ha chiesto se tra i testimoni ci fosse un dipendente “anziano”, che possa riferire sull’azienda negli ultimi venti anni. 

Silvana Cortignani

 


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19 ottobre, 2018

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