![]() Alessandro Ceccarelli |
![]() Maurizio Maravalle |
![]() Roldano Baglioni |
![]() Roldano Baglioni |
![]() Alessandro Ceccarelli |
![]() Maurizio Maravalle |
![]() Uno degli appartamenti sequestrati |
![]() Il capo della mobile Fabio Zampaglione e il maggiore dei carabinieri Alessio Papa |
– Compariranno domani davanti al gip i tre uomini arrestati venerdì all’alba per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
Alessandro Ceccarelli, Maurizio Maravalle e Roldano Baglioni non sanno ancora se risponderanno o meno alle domande del giudice Franca Marinelli, che venerdì mattina ha firmato le tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nell’ambito del blitz Hot line (fotocronaca * video).
L’interrogatorio di garanzia per i tre è fissato nel primo pomeriggio di domani.
Da tre giorni sono rinchiusi nel carcere Mammagialla, con l’accusa di aver dato vita a un ampio giro di prostituzione di ragazze e transessuali a Viterbo centro e provincia.
Dalle indagini della squadra mobile e dei carabinieri di Montefiascone risulterebbe che Ceccarelli, ex commerciante 40enne di Castel Viscardo (Terni) gestiva le “case dell’amore” e reclutava le squillo insieme all’operaio 50enne di Acquapendente Maravalle. Gli appartamenti viterbesi erano in piazza della Rocca, via Mazzini e via Saffi.
Ceccarelli e Baglioni si sarebbero occupati anche degli annunci di sesso a pagamento da pubblicare sul web e dell’organizzazione dei trasporti delle squillo, che arrivavano a Viterbo via treno o altri mezzi, per poi ripartire dopo pochi giorni. Un giro di prostituzione “a rotazione” concepito in questo modo proprio per sviare le indagini: ragazze e trans venivano e andavano, per depistare gli inquirenti e assicurare un’offerta ricca e differenziata alla clientela.
Il ruolo di un terzo uomo, l’albergatore 51enne di San Lorenzo Nuovo Roldano Baglioni, è emerso a novembre 2011, quando l’indagine della mobile di Fabio Zampaglione sugli altri due era in piedi da qualche mese. A scoprirlo, i carabinieri della compagnia di Montefiascone, guidati dal maggiore Alessio Papa che, partiti dalla testimonianza di una donna, avrebbero notato, dalle intercettazioni, frequenti contatti tra Baglioni e gli altri due.
Da quanto risulta ai militari, l’albergatore era alla ricerca di nuove location per continuare l’attività di prostituzione avviata l’anno scorso nel suo albergo. I carabinieri lo arrestarono a marzo 2011, con l’accusa di aver trasformato il suo hotel in una casa d’appuntamento.
Baglioni patteggiò due anni. Venerdì mattina è finito di nuovo in arresto, nell’operazione congiunta di polizia e carabinieri chiamata Hot line, che ha fatto finire in manette anche gli altri due.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY