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Tribunale - Botte in discoteca - Tra gli imputati anche la vittima, che si è costituita parte civile - Per l'accusa avrebbe avuto parte attiva nel tafferuglio

Ventenne colpito a un occhio con una chiave, in sei a processo per rissa e lesioni

di Silvana Cortignani
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Viterbo - La polizia davanti al tribunale

Viterbo – La polizia davanti al tribunale

L'avvocato Franco Taurchini

L’avvocato Franco Taurchini

Viterbo – “Sei frocio”, poi un cazzotto a un occhio sferrato con il pugno “rinforzato” da una chiave.

Vittima della feroce aggressione, avvenuta la notte tra il 29 e 30 marzo 2017 alla discoteca Milk delle Pietrare, un 23enne di Viterbo che ha rischiato di perdere un occhio. Anche lui a processo per rissa assieme a cinque coetanei, uno dei quali un suo amico e gli altri quattro ventenni di Tuscania, accusati anche di lesioni gravi.

Il 23enne infatti è imputato, ma anche parte civile, a causa delle ferite riportate al volto, per le quali è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. 

Per la procura il ragazzo, che a suo tempo sporse denuncia in questura, avrebbe avuto parte attiva nel violento tafferuglio esploso nel locale notturno di via Romiti, fuori Porta Romana, a due passi dalla caserma della polizia. Per la difesa è solo una vittima.

Il giovane, difeso come l’amico dall’avvocato Franco Taurchini, si è costituito parte civile alla prima udienza del processo, che si è aperto ieri davanti al giudice Gaetano Mautone. In aula lui non c’era, ma c’erano la madre e la fidanzata. Non c’erano nemmeno i quattro coetanei di Tuscania, assistiti dagli avvocati Luca Paoletti e Floro Sinatora.

Il 23enne sarà sentito per primo, all’udienza fissata alle ore 14,30 del prossimo 9 aprile, quando il processo entrerà nel vivo con l’ascolto dei primi cinque testimoni dell’accusa.

Sulla vicenda hanno indagato gli uomini della squadra mobile. Stando alla denuncia, i quattro giovani di Tuscania avrebbero preso di mira il ventenne viterbese, mentre stava ballando in pista con l’amico, dandogli del “frocio”, dopo di che, nonostante l’intervento dei buttafuori del locale, lo avrebbero colpito all’occhio con una chiave, che sarebbe stata nascosta tra le dita della mano di chi gli ha sferrato il pugno. 

La polizia ha messo sotto torchio i testimoni e passato al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza, presenti sia all’interno che all’esterno della discoteca.

“Per gli investigatori – spiega l’avvocato Taurchini – non si è trattata di un’aggressione, ma di una rissa aggravata dalle lesioni. E nell’informativa depositata in procura hanno scritto sei nomi: oltre a quello dei quattro ventenni di Tuscania, compare anche quello della vittima, mio assistito, e di un altro giovane. Ora sarà mio compito dimostrare che con la rissa il mio assistito non c’entra nulla. Lui è solo parte lesa”.

Il 23enne, soccorso dagli amici che lo hanno caricato in auto e portato al pronto soccorso, ha riportato un taglio fino allo zigomo e il distacco della retina. “Preso il pugno in faccia – ha raccontato a Tusciaweb la mamma del ragazzo – mio figlio è piombato a terra iniziando a sanguinare. Ricoverato nel reparto maxillo facciale dell’ospedale di Belcolle, è stato operato d’urgenza all’occhio: ha subito il distacco della retina e rischia la vista”.

Pochi giorni dopo, il 2 aprile, sempre al Milk Club, ci fu un’altra aggressione, ai danni di un 25enne d’origine australiana, residente in un centro della provincia.

In seguito ai due violenti episodi, che suscitarono allarme e scalpore in città, il questore decise di sospendere per dieci giorni la licenza al locale, dal primo al 10 maggio 2017. “Non un provvedimento contro i gestori del locale – ci tenne a sottolineare l’allora questore Lorenzo Suraci – ma negli ultimi tempi questa discoteca era diventata un pericolo oggettivo per la sicurezza dei giovani e dell’intera città”.

Silvana Cortignani


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3 novembre, 2018

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