Viterbo – (sil.co.) – Camper a fuoco in via Gorizia, ancora a processo dopo quasi sette anni il presunto piromane. Si tratta di un uomo originario di Piacenza che ai tempi viveva nel capoluogo, occupandosi di assistenza agli anziani e ai disabili per una cooperativa.
La sera del 18 novembre 2011 sarebbe stato a cena da alcuni amici all’Ellera e poi avrebbe fatto un giro nel quartiere per portare a spasso il cane.
A tradirlo, secondo l’accusa, le telecamere della videosorveglianza, che hanno ripreso un uomo con un cane al guinzaglio, il quale si sarebbe aggirato con fare sospetto dietro il mezzo proprio nel momento in cui sarebbe stato appiccato il fuoco che, verso le 22,20, ha devastato il camper di proprietà del tabaccaio lungo la via, che lo teneva parcheggiato davanti al negozio, il quale si è costituito parte civile con l’avvocato Virna Faccenda.
Si è difeso per la prima volta ieri davanti al giudice l’imputato, assistito da Andrea Gasbarri. “Ero al bar di viale Trento vicino al passaggio a livello a prendere un caffè, quando una signora è arrivata dicendo che c’era un furgone in fiamme in via Gorizia. Allora ho chiamato il 113 e sono tornato indietro, per vedere se ci fosse bisogno di aiuto. Dopo cinque minuti ero sul posto e mi sono messo a disposizione”, ha detto in aula.
Successivamente sarebbe stato convocato in questura dove gli sono stati mostrati dei fotogrammi e una parte del video che lo inchioderebbe.
“La persona non era riconoscibile e il cane non poteva essere il mio, si muove diversamente ed è più massiccio”, ha proseguito, sentito dalla legale di parte civile, secondo la quale, in sede di interrogatorio, avrebbe detto di non poter escludere di essere proprio lui col suo meticcio di taglia media con la coda arricciata.
Per risolvere l’arcano, il giudice ha disposto una visione in aula del video, già proiettato in precedenza, stavolta alla presenza del presunto piromane, in modo da potere avere un immediato riscontro. Che, nonostante sia stato visto e rivisto, non avrebbe però del tutto dissipato i dubbi. Al termine, sempre la legale del tabaccaio che ha visto andare letteralmente in fumo il suo camper, ha chiesto l’acquisizione di un documento in cui sono registrati “al secondo” i tempi tra il passaggio dell’uomo col cane e il divampare dell’incendio.
Il giudice ha quindi rinviato a lunedì 19 novembre per la discussione. Anche perché i tempi stringono ed è ora di arrivare a una sentenza.
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