![]() La marijuana sequestrata nel blitz |
![]() Le bustine per il confezionamento |
![]() Parte della droga sequestrata |
![]() I carabinieri illustrano i dettagli dell'operazione |
(s.m.) – Bestiame, formaggio e poi la marijuana, coltivata per sbarcare il lunario.
Una florida attività che, in tempi di crisi, aveva consentito a un’azienda agricola vetrallese di sopravvivere, affiancando lo spaccio alle occupazioni ordinarie.
Il business illegale, scoperto dai carabinieri di Vetralla, ha fatto finire in manette tre persone: il 55enne vetrallese R.S., titolare dell’azienda, il figlio 27enne A.S. e la fidanzata 26enne T.F.. Tutti arrestati nel blitz “Happy farm” (foto * video 1 * video 2), scattato all’alba di ieri mattina. E tutti accusati di aver avviato e gestito un’attività di produzione, coltivazione e spaccio di marijuana a conduzione familiare per arrotondare.
“I tre – spiega il capitano dei carabinieri di Viterbo Raffaele Gesmundo – avevano allestito una serra in una grotta. Non è stato facile individuarla: il terreno dell’azienda, in località Carrozza, è di 13 ettari e vi si trovano diversi capannoni. La grotta poteva facilmente passare inosservata, così come ciò che si nascondeva al suo interno, dato che per accedere alla serra si doveva passare per un lungo cunicolo”.
Una volta arrivati, alla vista dell’osservatore si spalancava un’intera piantagione di marijuana, con un sofisticato impianto di coltivazione. “Quello del titolare dell’azienda è stato un investimento in piena regola – afferma il maresciallo dei carabinieri di Vetralla Angelo Ciardiello -. Il prezzo complessivo dell’attrezzatura, tra lampade, umidificatori, trasformatori e prese temporizzate si sarà aggirato intorno ai 5-6mila euro“.
70 le piante sequestrate: 26 chili di erba da essiccare e un chilo già pronto per la vendita. Oltre a tutta l’impiantistica e il materiale per il confezionamento, tra cui un centinaio di bustine con il simbolo della foglia di marijuana in tre formati da 5, 10 e 20 grammi. Segno che la droga veniva probabilmente venduta anche al dettaglio e in grammi, oltre che all’ingrosso per la “grande distribuzione” in chili.
Tra i materiali sequestrati, anche una pipa ad acqua. Una specie di narghilè che serviva per fumare marijuana in loco.
“L’operazione – ha infine dichiarato il maresciallo Ciardiello – non sarebbe stata possibile senza l’impegno e il supporto dei miei uomini. Al blitz hanno partecipato gli appuntati Podda, Sardo, Pacchiarotti e i marescialli Crescentini e Morsa, che ringrazio pubblicamente, insieme a tutti i militari della stazione di Vetralla. Per due settimane hanno lavorato instancabilmente, tra appostamenti, pedinamenti e indagini che ci hanno permesso di raggiungere questo risultato. Tutto sotto il coordinamento del pm Paola Conti”.
I tre arrestati, per ora, restano in carcere, padre e figlio a Mammagialla e la ragazza a Civitavecchia, in attesa dell’udienza di convalida.
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