Viterbo – (sil.co.) – Accusato di avere riempito di botte la ex, in vista della fine del processo prova a convincerla a ritirare la querela proponendole un risarcimento di 1250 euro, ma lei scoppia in lacrime e rifiuta. Al pronto soccorso di Belcolle fu refertata con una prognosi di 25 giorni.
Lei è una giovanissima con i tratti ancora da adolescente, scoppiata in lacrime quando il giudice Giacomo Autizi le ha chiesto se ritenesse congruo l’assegno da 1250 euro depositato a nome dell’imputato dall’avvocato Giuliano Migliorati. “No, anzi mi sento presa in giro”, ha risposto evidentemente scossa la vittima.
In lacrime, con la testa appoggiata alla spalla del marito, anche la madre che, vedendo piangere la figlia davanti al giudice non è riuscita nemmeno lei a trattenere i singhiozzi.
E’ successo lunedì scorso davanti al giudice Autizi, al quale l’ex della ragazza deve rispondere di lesioni aggravate. Lui non si è presentato, ma in aula c’era la vittima, accompagnata dai genitori.
Sarebbe stata brutalmente aggredita una sera di primavera, durante una delle ricorrenze più sentite del centro della provincia dove vive, con cene in cantina, mercatini e tutti gli ingredienti della festa.
“Mi ha riempita di botte. Ne sono uscita piena di lividi e con due costole rotte”, ha detto al giudice. La prognosi fu di 25 giorni, 15 giorni di inabilità totale e 10 giorni di inabilità parziale.
“In realtà solo per i dolori fisici ci sono voluti tre-quattro mesi, durante i quali erano talmente forte da non poter dormire. E poi un paio di anni dallo psicologo”, ha sottolineato la giovane.
Il processo è stato rinviato al 13 dicembre per la sentenza.
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