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Viterbo - Imputati madre e figlio - Sequestrata anche una katana giapponese lunga quasi un metro

Sospetti topi d’auto al lago di Vico, trovate in macchina armi bianche

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Caprarola - La vista del lago di Vico

Caprarola – La vista del lago di Vico

Viterbo – (ma. ma.) – Sospettati di essere gli autori di vari furti nelle automobili in sosta nell’area del lago di Vico, vengono fermati dai carabinieri e finiscono a processo per detenzione ingiustificata di armi. In casa degli imputati, una madre e un figlio, è stata infatti ritrovata una katana con una lama di 90 centimetri. Giovedì in aula la testimonianza del comandante della compagnia dei carabinieri di Caprarola che ha effettuato il fermo e il sopralluogo nell’abitazione.

L’episodio è del 23 marzo 2015. “Erano le 10,30 circa e stavamo effettuando un controllo delle vetture in transito intorno al lago di Vico – ha raccontato in aula il teste -. Avevamo ricevuto nei giorni precedenti vari segnalazioni di furto ai danni dei conducenti di automobili, lasciate parcheggiate in sosta lungo il lago. A subire il furto varie persone che abitualmente erano solite passeggiare in quell’area”.

In aula il comandante ha poi descritto il controllo avvenuto all’interno della vettura dei due imputati. “Abbiamo fermato l’imputata e suo figlio e per via del loro atteggiamento, piuttosto alterato. Abbiamo deciso di perquisire la vettura”.

Di lì la scoperta. “All’interno abbiamo trovato 4 coltelli da cucina, uno con la punta arrotondata e uno appuntito – ha specificato il comandante in aula -. Due coltelli erano nella tasca laterale del passeggero, mentre gli altri due erano in quella del guidatore. Inoltre al centro della vettura c’era anche un manganello di legno ricoperto con foglie. Il ragazzo aveva in tasca anche qualche seme di canapa”. 

Il carabiniere ha descritto in aula anche la modalità con cui avveniva la serie di furti: rottura del finestrino della vettura, prelevo di beni all’interno e foratura delle gomme delle automobili . 

Un modus operandi che avrebbe alimentato i sospetti nei confronti dei due imputati, fermati in possesso di diverse armi bianche.

Spiegata così la decisione dei carabinieri di perquisire l’abitazione dei due imputati nel comune di Corchiano. Una volta giunti sul posto le forze dell’ordine non avrebbero trovato della droga, ma su una parete dell’appartamento era ben esposta una katana, sciabola giapponese dalla lama di circa 90 centimetri.

Un particolare che non è sfuggito agli inquirenti i quali, con i relativi accertamenti del caso, hanno poi appurato il mancato regolare porto d’armi da parte dei due imputati. 

Il giudice Giacomo Autizi ha rinviato l’udienza al 9 maggio, per ascoltare i teste della difesa.


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16 dicembre, 2018

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