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Tribunale - L'imputato assolto per insufficienza di prove

Rapinano ottico e lo rinchiudono nello stanzino

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Un'aula del Palazzo di Giustizia viterbese

Un'aula del Palazzo di Giustizia viterbese

Era accusato di aver legato, imbavagliato e rapinato un negoziante. Stamattina l’assoluzione per insufficienza di prove.

Si è concluso così il processo a un giovane cubano, imputato per lesioni, rapina e sequestro di persona ai danni di un commerciante di Ronciglione.

I fatti risalgono al lontano 2003. Il 29 settembre di quell’anno, due ragazzi entrarono in un negozio di ottica in Corso Umberto I, a due passi dalla centralissima piazza del Comune.

Era poco prima delle 13. Il proprietario stava abbassando la saracinesca quando si è visto puntare due coltelli allo stomaco e alla gola. “Che vòi morì pe’ i sòrdì?”, gli avrebbero detto i due. Poi lo hanno legato, imbavagliato e rapinato. “Mi hanno dato qualche ceffone e preso gli 800 euro che avevo in tasca – ha raccontato il titolare davanti ai giudici del tribunale di Viterbo -. Nel tentativo di difendermi e allontanarli mi sono tagliato con uno dei loro coltelli. Sono riusciti a immobilizzarmi e rinchiudermi nello stanzino per le misurazioni ottiche. A quel punto, hanno potuto scorazzare nel negozio indisturbati e portare via quello che volevano. Mi sono liberato solo dopo. Sono uscito dallo stanzino ancora legato, saltellando come un salame”.

120 paia di occhiali la refurtiva, oltre agli 800 euro incassati nella mattinata. I due presunti responsabili sono stati rintracciati successivamente. Uno ha patteggiato in appello. L’altro, irreperibile, è stato assolto. L’unico indizio a suo carico era un’impronta lasciata sulla macchina presumibilmente utilizzata per il furto e poi abbandonata. Ma neppure questo risultava provato. Né l’ottico era mai riuscito a riconoscere i due ragazzi nelle foto mostrategli prima dalla polizia e poi in aula.

Da qui l’assoluzione, chiesta, oltreché dalla difesa – avvocato Laura Cosimi – anche dal pm Massimiliano Siddi.


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12 giugno, 2012

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