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Politica - Scontro nel Pdl, Marini replica alle polemiche e sottolinea: è una scelta regionale

“Che interesse ho a non fare il congresso?”

di Giuseppe Ferlicca
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Il coordinatore del Pdl Giulio Marini

Il coordinatore del Pdl Giulio Marini

– Chi ha paura del congresso? Non Giulio Marini.

Alla protesta che monta al momento sul web per l’ennesimo rinvio dell’appuntamento congressuale, stavolta a data da destinarsi, l’attuale coordinatore replica deciso:

Quale sarebbe – si domanda Marini – la mia comodità nel non voler celebrare l’appuntamento? Per statuto non sono candidabile e non ci sono competizioni elettorali cui io possa dare un indirizzo, qual è il problema? Il problema è di altri”. Che il congresso lo vogliono.

Rotelli e Battistoni, giusto per non fare nomi.

Ma non è che il confronto auspicato dia un risultato scontato – osserva Marini – non è detto che chi dice andiamo al congresso, poi riesca a vincere. Le mozioni saranno diverse e ci potrebbero essere risultati diversi.

Marini che interesse ha nel non fare il congresso e a creare il problema? Forse qualcuno vuole aggredire sul territorio il partito e in altre no. Non mi riferisco solo a Viterbo. Strano che a Roma il congresso si possa non fare, non è necessario, mentre a Viterbo e Frosinone sì. Ma chi lo dice?”.

Di sicuro per Marini non è stato lui a dire no sul congresso.

Il livello nazionale ha dato l’indicazione in tutto il Lazio, non solo a Viterbo – precisa Marini – non c’è una situazione solo per la Tuscia, ma in tutta la Regione. Una valutazione fatta, giusta o sbagliata che sia, deriva da una scelta regionale”.

Quindi: “Non dico – incalza Marini – che a Viterbo il congresso non si potesse fare in dieci giorni, ci mancherebbe altro. Ma ci sono, vedi la provincia di Roma, impossibilità nel farlo, perché lì sì e qui no?”.

E sull’autoconvocazione chiesta da una fetta del Pdl? “Sarà il partito nazionale a decidere – osserva Marini – non è mia competenza. Semmai a me spetta solo registrare quello che accade e informare gli organi competenti.

Non sono stato io ad avere deciso di soprassedere al congresso, ma è tutto partito dal livello regionale e nazionale. Io vedo troppa foga nel cercare d’arrivare a questa conclusione.

Nei mesi scorsi c’è stata una concertazione tra le anime del partito, che purtroppo non ha prodotto nessun risultato e mi dispiace. A livello regionale il dialogo c’è stato. Spero che non si sia arrivati a una volontà d’intesa per poi andare allo scontro.

Il mio atteggiamento è sempre stato di dialogo, ma se non lo si vuole raggiungere e si cerca di spingere su soluzioni che alimentano lo scontro, l’esempio delle dimissioni d Berlusconi per evitare lo scontro politico, non è servito a niente”.

Giuseppe Ferlicca


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14 giugno, 2012

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