Viterbo – Assolta la madre accusata di mordere la figlia di dieci anni.
La donna è finita sotto processo per maltrattamenti in famiglia dopo la denuncia dell’ex marito che, dopo essersi costituito parte civile, a distanza di quattro anni l’ha perdonata e ha ritirato la querela.
A incastrarla sarebbe stata la stessa vittima che, su consiglio del padre ha filmato la madre con il cellulare durante un’aggressione. Ieri in aula il giudice Silvia Mattei ha ritenuto l’imputata non responsabile dei maltrattamenti sulla figlia.
I fatti risalgono al 2013. La bambina, che all’epoca aveva dieci anni, dopo la separazione dei genitori viveva con la madre, anche se in affido congiunto a entrambi i genitori. Una famiglia con qualche difficoltà di relazione tra i due ex coniugi e di cui la ragazzina presumibilmente risentiva.
La vicenda infatti assume rilevanza penale quando il padre decide di consegnare ai servzi sociali, che seguivano la piccola, una registrazione fatta col telefonino dove si sentiva la madre urlare contro la figlia e minacciare di farle del male qualora avesse deciso di andare a vivere con il padre.
La bambina, oggi adolescente, avrebbe trascorso più tempo a casa della nonna paterna che della madre, dove era stata collocata dal giudice ma che era spesso fuori, piangendo lacrime disperate ogni qual volta veniva il momento di andare via.
Nel processo è emerso che la bambina avrebbe chiesto al padre di tenerla con sé perché la madre era violenta nei suoi confronti fino a morderla.
Delle travagliate vicende della ex coppia si erano occupati anche i carabinieri. In una delle scorse udienze un testimone in aula aveva detto che “risultava che il padre fosse stato allontanato da casa nel 2011 per presunti maltrattamenti alla figlia”.
L’uomo sembrerebbe infatti che era già stato denunciato per stalking dalla donna e che lui stesso avrebbe suggerito alla figlia di registrare le presunte aggressioni col telefonino, per avere le prove di quello che le faceva e darle alle assistenti sociali.
Ieri in aula la difesa della donna, l’avvocato Federica Ambrogi, ha sostenuto come non siano emerse durante il processo prove di colpevolezza a carico della madre della bambina.
La legale, inoltre, ha aggiunto: “La stessa assistente sociale ha riferito che la bambina preferiva stare dal padre per il suo maggiore permissivismo, perché voleva uscire la sera pur avendo soltanto dieci anni”.
Il giudice Silvia Mattei ha pertanto deciso di non ritenere la madre responsabile di maltrattamenti verso la figlia, stabilendo l’assoluzione.
Maurizia Marcoaldi
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