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Tribunale - Operaio schiacciato da motopala - In aula l'uomo che era alla guida del mezzo - Accusato di omicidio colposo il datore di lavoro

“Si è incastrato l’acceleratore e l’ho travolto”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Nepi – Operaio schiacciato da una motopala, è ripreso ieri il processo per la morte del 45enne Ennio Marchizza avvenuta a causa di un drammatico incidente sul lavoro la mattina del 10 luglio 2013 in un’azienda di Nepi.

“L’acceleratore si è incastrato e non sono riuscito a fermarmi, travolgendolo”, ha raccontato il conducente del mezzo, un altro operaio, che non avrebbe dovuto essere alla guida.

Alla sbarra per omicidio colposo il datore di lavoro, accusato di violazioni alla normativa sulla sicurezza. Ha patteggiato invece il collega, sentito ieri in aula assieme a un altro dipendente, presente anche lui sul luogo della tragedia. Entrambi sono stati citati come testimoni dalla difesa.

L’incidente è avvenuto in un’azienda agricola al terzo chilometro della strada provinciale Mazzanese. 

L’allarme è scattato poco prima di mezzogiorno.

L’operaio stava lavorando insieme ai colleghi, quando il braccio di una pala meccanica lo ha centrato in pieno, mentre il mezzo era in movimento.

All’arrivo dei soccorritori, Marchizza era in condizioni disperate. Un medico del 118 ha provato a rianimarlo, ma per la vittima non c’era più niente da fare. 

“Alcuni operai stavano lavorando con la motopala allo scavo per la posa di una nuova tubazione, altri alla pulizia delle stalle e delle mangiatoie”, hanno spiegato ieri al giudice Silvia Mattei i testimoni.

Il datore di lavoro non avrebbe saputo che l’escavatore veniva utilizzato anche da chi non aveva titolo per farlo. Sia per lo scavo, sia per la pulizia delle stalle.

“Il titolare dell’azienda, che solitamente non c’era, non aveva dato l’autorizzazione e non lo sapeva. Anche quel giorno non era sul posto, ma era nel suo ufficio”, hanno spiegato, ammettendo che il mezzo veniva utilizzato da più persone. “Successivamente abbiamo fatto corsi sulla sicurezza”, hanno proseguito.

“L’incidente è avvenuto durante una manovra di retromarcia”, hanno detto i testimoni.

“L’acceleratore si è incastrato e non sono riuscito a fermarmi, travolgendolo”, ha spiegato l’operaio che era alla guida.

Il processo è stato rinviato per la sentenza al 5 aprile.


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4 febbraio, 2019

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