40 arresti - Domiciliari per un detenuto, obbligo di firma per altri due arrestati
 Gli arrestati dell'operazione Drago |
 Michel Barberio |
 Django Barberio |
 Il capitano Giovanni Martufi, comandante del nucleo investigativo |
 Il maresciallo Paolo Lonero, comandate della stazione di Soriano nel Cimino |
 Il capitano Raffaele Gesmundo, comandante della compagnia di Viterbo |
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– Buone notizie dal tribunale del Riesame per gli arrestati dell’operazione Drago.
I giudici romani, interpellati sul maxiblitz da 40 arresti eseguito dai carabinieri di Viterbo, hanno accolto le richieste di alcuni difensori.
A due degli indagati, fino a ieri agli arresti domiciliari, è stato concesso l’obbligo di firma. Il terzo, ex caporal maggiore dell’esercito, ha ottenuto i domiciliari e il permesso di lasciare il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere.
La pronuncia del Riesame è arrivata ieri. All’udienza di lunedì, gli avvocati Fazio, Sicilia e Fabiani avevano discusso le posizioni dei propri assistiti e presentato le loro richieste.
Il Riesame sarà presto chiamato a pronunciarsi anche sui fratelli di Soriano Michel e Django Barberio, ritenuti al vertice del sodalizio sgominato dai militari.
Droga, estorsione, furti, traffico di anabolizzanti, sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale, le accuse formulate, a vario titolo, dalla Procura di Viterbo. Per un totale di oltre 300 capi di imputazione e 40 ordinanze di custodia cautelare, tra carcere e domiciliari.
Il blitz è scattato all’alba del 28 maggio a Viterbo e provincia, ma anche a Roma, Cremona, Piacenza, Perugia e Terni. Tre persone, due senza fissa dimora e una all’estero, mancherebbero ancora all’appello. In 23 su 37 sono stati fermati nel Viterbese.
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