Viterbo – Giudizio abbreviato per il presunto pusher fermato lo scorso 5 gennaio al Murialdo e finito a processo per direttissima di fronte al giudice Silvia Mattei.
Il magistrato, dopo aver convalidato il fermo, aveva nuovamente disposto i domiciliari per il 44enne albanese, già sottoposto alla misura cautelare, in attesa del processo per direttissima per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Lo scorso gennaio un 44enne albanese era stato arrestato dai carabinieri perché sospettato di spacciare nella zona del Murialdo, nonostante fosse agli arresti domiciliari. Gli agenti lo hanno arrestato la vigilia della Befana dopo avere fermato per un controllo due ragazze, viste salire nell’abitazione dell’uomo.
Addosso a una delle giovani i militari avevano infatti rinvenuto due dosi di cocaina. La donna aveva ammesso di avere appena acquistato la sostanza dal presunto spacciatore, sospettato quindi di cedere stupefacenti nonostante fosse ai domiciliari.
A seguito della perquisizione a casa dell’uomo, i carabinieri avevano sequestrato un’altra dose, un bilancino di precisione e materiale utile al confezionamento della droga.
– Spaccia ai domiciliari, pusher in manette al Murialdo
Ieri mattina in tribunale l’avvocato Remigio Sicilia, difensore dell’imputato, ha chiesto per il suo assistito il giudizio abbreviato condizionato all’audizione di due testimoni. Richiesta integrata dal pm con l’aggiunta dell’audizione di altri due testi.
In particolare la difesa ha chiesto di sentire la convivente dell’imputato, invitando ad ammetterla a esame testimoniale.
Il magistrato Silvia Mattei ha rinviato il processo al 18 settembre.
Maurizia Marcoaldi
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