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Tribunale - Civitella d'Agliano - Imputato un presunto spacciatore fermato sulla provinciale Valle del Tevere - Ma durante il processo non sono emerse prove

Pizzicato con la cocaina e il “diario dello spaccio”, assolto cinquantenne

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Civitella d’Agliano – (sil.co.) – E’ stato assolto con formula piena il cinquantenne arrestato a marzo di tre anni fa dai carabinieri che lo hanno trovato in possesso di quattro involucri di cocaina per un peso complessivo di 1,76 grammi.

In casa gli avevano trovato anche un presunto “libro mastro” dove sarebbe stata annotata dall’imputato la contabilità dell’attività di spaccio. 


– Pizzicato con la coca, in manette 50enne


L’uomo, fermato dai carabinieri per un controllo mentre viaggiava in auto con la compagna sulla strada provinciale Valle del Tevere, tra i comuni di Graffignano e Civitella d’Agliano, fu trovato in possesso di un involucro di cocaina, che alla vista dei militari avrebbe tentato di occultare sotto una coscia. 

Durante la sucessiva perquisizione domiciliare a casa della coppia, a Civitella d’Agliano, i carabinieri hanno rinvenuto altri tre involucri contenenti la stessa sostanza, oltre a una sorta di diario, con nomi e cifre. Secondo gli investigatori il registro delle dosi cedute agli assuntori.

“Gli involucri con la cocaina erano nascosti all’interno di una giacca verde da uomo, appesa all’interno dell’armadio della camera da letto della casa dove abitavano soltanto i due conviventi”, ha spiegato ieri uno dei militari intervenuti al giudice Giacomo Autizi, durante l’ultima udienza del processo per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente a carico dell’uomo.

Nessun dubbio, per gli investigatori, che gli appunti sul blocco notes fossero riconducibili all’attività di spaccio. “C’erano una serie di nomi con accanto segnata una cifra, tipo 50 euro oppure 100 euro”, ha proseguito il militare, ammettendo però, su richiesta del difensore Alfredo Trotta, che la relazione diario-spaccio era stata una loro deduzione, non corroborata dalle sommarie informazioni dei presunti clienti dell’imputato, che non sono stati né identificati, né sentiti. 

Nell’abitazione della coppia, inoltre, non sono stati rinvenuti né un bilancino di precisione, né soldi possibili provento dell’attività di spaccio, né materiale per il confezionamento delle dosi. 

Troppo pochi, inoltre, secondo la difesa 1,76 grammi di droga. “Un quantitativo non idoneo a caratterizzare l’attività di spaccio”, ha sottolineato l’avvocato Trotta, chiedendo l’assoluzione con formula piena del suo assistito, a fronte della richiesta di assoluzione per “insufficienza di prove” del pm. 

Il giudice Autizi, dopo una breve camera di consiglio, ha prosciolto l’imputato conla formula più ampia, “perchéil fatto non sussiste”.


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15 febbraio, 2019

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