Viterbo – Trovato in possesso di due piante di marijuana e di alcune dosi già confezionate, un uomo è finito a processo per direttissima nel 2017. La difesa ha chiesto il rito abbreviato e la settimana scorsa in aula il giudice Elisabetta Massini ha nominato un perito per ulteriori accertamenti sulla sostanza stupefacente sequestrata.
Era il 2017 quando un presunto spacciatore è finito in tribunale per possesso di sostanza stupefacente, ricavata da due piante di marijuana, e di alcune dosi confezionate, all’incirca una ventina.
Lunedì in aula il giudice Elisabetta Massini ha chiesto una perizia e rinviato il processo dal momento che ha rivelato che “l’accertamento sulla sostanza non era presente nel fascicolo del giudice quando è stato ammesso il rito abbreviato e che l’indicazione del materiale analizzato, ossia sostanza vegetale essiccata dicesi proveniente da due piante più altra già preconfezionata, non dà contezza della perfetta corrispondenza tra il materiale sequestrato e quello analizzato”.
Nominato quindi il perito per accertamenti sulla natura della sostanza stupefacente sequestrata e per capire il numero effettivo delle dosi estraibili dalla sostanza stessa.
Al termine della richiesta il magistrato ha rinviato il processo al 10 giugno.
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