Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Acquapendente - Condannato a un anno un cinese - Aveva fornito ai carabinieri la carta d'identità del congiunto

Fermato al mercato settimanale, ambulante si spaccia per il fratello…

Condividi la notizia:

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Acquapendente – Nel giorno del mercato settimanale ad Acquapendente un cittadino cinese, impegnato nell’attività lavorativa, viene fermato dai carabinieri con la richiesta di fornire un documento identificativo. L’uomo fornisce false generalità e finisce così a processo. Il giudice Silvia Mattei mercoledì mattina in tribunale lo ha condannato a un anno di reclusione. 

Era il 20 gennaio 2012 quando una pattuglia dei carabinieri, in servizio per controlli di routine durante il mercato settimanale nel comune di Acquapendente, fermava per dei controlli un gruppo di persone tra cui l’imputato, un cittadino cinese. Alla richiesta di fornire i documenti l’uomo aveva esibito una certa di identità, risultata poi essere del fratello. A riferire in aula i fatti è stato il carabiniere che quel giorno fermò l’imputato per l’identificazione. 

“Ero in servizio con i miei colleghi quando abbiamo notato alcuni cittadini che fino ad allora non avevamo mai visto in paese – ha riferito il carabiniere in aula -. Li abbiamo fermati e abbiamo chiesto loro di fornirci un documento identificativo. L’imputato ci ha dato una carta di identità, ma la sua persona non corrispondeva a quella della foto”. 

I carabinieri si sono così recati a casa dell’uomo il quale poi ha consegnato loro il suo vero documento. “Facendo gli accertamenti del caso, abbiamo verificato che il primo documento che ci aveva fornito corrispondeva in realtà a quello del fratello – ha aggiunto il carabiniere -. Invece una volta avuto quello vero, abbiamo potuto accertare che all’imputato era stato rigettato il permesso di soggiorno e per questo ci aveva fornito la carta d’identità del fratello”.

Per la difesa però l’imputato avrebbe fornito false generalità per incomprensione e non volontariamente. Per il legale infatti l’imputato, non comprendendo completamente la lingua italiana, ha inteso la richiesta dei carabinieri come quella di fornire il documento di chi avesse la licenza relativa al banco al mercato. Non avrebbe quindi compreso di dover fornire i propri documenti identificativi personali. Ecco spiegato, per la difesa, il perché il cittadino cinese avrebbe esibito la carta di identità del fratello, per l’appunto titolare della licenza.

La difesa ha inoltre sottolineato come l’imputato non abbia opposto resistenza, successivamente, nel dare il proprio documento di identità e come sia stato lui stesso ad accompagnare i carabinieri nella sua abitazione. 

Al termine della discussione il giudice Silvia Mattei ha però riconosciuto l’imputato colpevole e lo ha condannato a un anno di reclusione. 

Maurizia Marcoaldi


Condividi la notizia:
10 marzo, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/