Viterbo – Ristorante a soqquadro per poter bere gratis, a processo tre avventori e quattro dipendenti. Per non far scappare i clienti scalmanati, che stavano lanciando tavoli e sedie, prima dell’arrivo dei soccorsi, il titolare li ha fatti chiudere dentro.
“Quando i dipendenti mi hanno chiamato per dirmi che dentro il mio ristorante c’erano tre signori che avevano divelto la cassa e gliela avevano tirata, gli ho risposto di chiuderli dentro e ho chiamato i carabinieri, in modo che non scappassero all’arrivo dei militari”.
Così il titolare del locale, un quarantenne del Bangladesh, ha testimoniato al processo in cui sono imputati quattro connazionali suoi dipendenti e tre algerini per una “rissa” scoppiata nel locale la notte tra il 28 febbraio e il primo marzo 2014.
“Chiudiamo alle undici di sera e io ero appena arrivato a casa, che sta a due minuti dal ristorante, quando mi hanno telefonato i dipendenti, che stavano finendo di mettere a posto, per dirmi che erano entrati tre signori e avevano ordinato, pagandole, tre birre. Poi ne hanno chieste delle altre, ma sono stati invitati a uscire perché era ora di chiusura. A quel punto, i tre hanno divelto la cassa e gliel’hanno tirata, poi sono rimasti nel salone, tirando tavoli e sedie, mentre loro non sapevano cosa fare. Allora ho detto loro di chiudere a chiave, chiamando i carabinieri e correndo subito al locale”, ha spiegato.
“Al mio arrivo, ho visto i connazionali miei dipendenti che erano tutti asserragliati dietro il bancone, mentre i tre signori stavano sempre mettendo a soqquadro il salone, tirando i tavoli e le sedie. I carabinieri sono arrivati in dieci minuti”, ha concluso.
Il processo, in corso davanti al giudice Silvia Mattei, riprenderà il 15 novembre.
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