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Palazzo Gentili - Il presidente Meroi sul decreto taglia del governo

Province? Monti superficiale e pressappochista

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Il presidente della Provincia Marcello Meroi

Il presidente della Provincia Marcello Meroi

– “Il governo Monti ha affrontato questo problema con assoluta approssimazione, pressappochismo e superficialità”.

Sono dure le parole del presidente della Provincia Marcello Meroi sul decreto taglia-province elaborato in questi giorni dal ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi.

Un provvedimento che indica tre parametri per individuare gli enti che resteranno e quelli che invece saranno aboliti.

Nel Lazio, Viterbo si salverà insieme a Frosinone e Roma. Ma per il presidente Meroi non basta. “Il governo Monti ha pensato erroneamente che un ente, costituzionalmente riconosciuto, ma soprattutto governato da amministratori eletti dai cittadini potesse sciogliersi anticipatamente attraverso un decreto legge“.

Una scelta, per Meroi, immotivata. “Basterebbe solo uno studente alle prime lezioni di giurisprudenza per capire che questa è un’operazione totalmente illegittima”.

Serve solo trovare delle alternative. “Da ormai un anno e mezzo, l’Upi, Unione delle province italiane, ha cercato di proporre delle soluzioni come l’accorpamento degli enti territoriali e quindi delle Province. Il governo ha evitato di ascoltarle. Poi quando la stessa cosa l’ha detta l’Unione europea, qualcosa ha iniziato a muoversi“.

Resta comunque da verificare la validità dei parametri indicati dal provvedimento. “Se andiamo a una riduzione delle Province, a un accorpamento dei territori e a un potenziamento delle funzioni e conseguentemente a una gestione delle spese che possa costare meno, allora siamo favorevoli. Lo diciamo da tempo – precisa Meroi -. C’è solo da verificare se i tre parametri che hanno individuato come indicatori e cioè estensione, numero degli abitanti e dei comuni, siano quelli più giusti per poter dire chi sta dentro e chi sta fuori. Per esempio Latina ha 530mila abitanti concentrati in un’estensione territorio piccola e con pochi ma grandi comuni. Per questo sarà abolita”.

Sui parametri si può dunque discutere. “Bisogna capire se sia possibile individuarne dei migliori o comunque rivalutare e revisionare quelli già scelti. Sulla logica una scelta che noi stiamo portando avanti e proponendo da anni mi trovo comunque d’accordo“.


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28 giugno, 2012

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