Viterbo – “I bilancini sono per l’arte orafa”, ha detto al giudice durante l’interrogatorio di garanzia. E’ stato così rimesso in libertà, sabato scorso, il pusher arrestato la settimana scorsa, dopo quattro mesi dal fermo, su ricorso della procura.
E’ il 38enne viterbese arrestato lo scorso 14 novembre dalla polizia a Ronciglione, mentre tornava da Roma con un carico di cocaina assieme a un albanese 28enne, che invece da allora è recluso a Mammagialla.
Rimesso in libertà dal giudice dopo la convalida dell’arresto, è finito ai domiciliari la settimana scorsa su disposizione del tribunale del riesame che ha accolto il ricorso presentato dalla pm Paola Conti.
Contro i domiciliari ha però presentato istanza al gip Francesco Rigato, che l’ha accolta, il difensore Paolo Delle Monache. Sabato pomeriggio, di conseguenza il 38enne è tornato in libertà. Senza ulteriori misure cautelari.
Il giorno prima, venerdì 29 marzo, in seguito ai domiciliari disposti martedì 26 marzo dal riesame, il presunto spacciatore si era sottoposto a interrogatorio di garanzia, rispondendo alle domande del gip Rigato, secondo il quale “non emerge in alcun modo che l’indagato tra il 14 novembre 2018 e l’attualità si sia reso responsabile di condotte analoghe a quelle in relazione alle quali il tribunale di Roma ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza”.
Riguardo al sequestro, nell’abitazione del 38enne, di ulteriori due bilancini di precisione “il possesso è stato ricondotto dall’indagato alla documentata frequenza di un corso di arti orafe”, mentre “il ritrovamento di quattro ritagli di nylon è stato ricondotto dall’indagato a altrettante dosi di cocaina delle quali assume di avere fatto uso personale”.
Silvana Cortignani
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