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Tribunale - Facevano parte della redazione di un quotidiano chiuso da anni

Solidali con Gianlorenzo, otto giornalisti a processo per diffamazione

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Un'aula di tribunale

VIterbo – Un’aula del tribunale

Viterbo – Al via davanti al giudice Gaetano Mautone il processo per diffamazione a mezzo stampa in concorso a ben otto ex componenti della redazione del quotidiano L’Opinione di Viterbo. Sono stati denunciati dai giornalisti Daniele Camilli e Roberto Pomi per una lettera di solidarietà al direttore Paolo Gianlorenzo, nell’ambito della quale si sono sentiti danneggiati nella reputazione.  

Erano i giorni caldi della maxinchiesta del sostituto procuratore Massimiliano Siddi da cui è scaturito il processo “Vinitaly-Macchina del fango”.  

Davanti al giudice, denunciati dagli ex colleghi, sono finiti Alessandri Giulietti Virgulti, Simona Tenentini, Valeria Sebastiani, Emanuele Faraglia, Fulvio Medici, Giovanni Corona, Andrea Di Palermo e Mario Migneco. 

Daniele Camilli non si è costituito parte civile nel processo. “Anche alla luce del lungo iter del procedimento penale di cui in ogni caso attendiamo l’esito – spiega il legale del cronista, avvocato Giacomo Barelli – non ci siamo costituiti parte civile poiché stiamo seriamente valutando di poter agire in sede civile per il risarcimento dei danni subiti dalle dichiarazioni di ‘solidarietà a Gianlorenzo e Tartaglini’ contenute in quella lettera firmata da alcuni grionalisti dell’allora redazione dell’Opinione di Viterbo, dichiarazioni la cui carica diffamatoria oggi è ancora più chiara alla luce degli sviluppi delle indagini e dei processi scaturiti da quelle vicende”. 

Pomi e Camilli sono stati i primi ad essere ascoltati, assieme a un’altra teste, mentre sono stati multati di 250 euro a testa, da versare nella cassa delle ammende, altri due testimoni che non si sono presentati, nonostante l’avvenuta notifica della citazione.

Secondo l’accusa: “In concorso tra loro, quali appartenenti al corpo redazionale del quotidiano L’Opinione di Viterbo – si legge nel capo d’imputazione – gli imputati inviavano a tre quotidiani online e uno cartaceo un comunicato pubblicato in data 21 e 22 marzo 2012 dal titolo ‘Piena solidarietà per Gianlorenzo e Tartaglini’, il cui contenuto offendeva la reputazione di Daniele Camilli e Roberto Pomi”. 

Nell’articolo contestato si legge: “Allo stesso tempo non possiamo che esprimere rammarico per il gioco al massacro, vigliaccamente eseguito, di ex colleghi con i quali abbiamo condiviso momenti difficili, ma che a un certo punto hanno deciso di abbandonare la barca, per motivi personali e poco riferibili all’attività redazionale, e che adesso cercano un’insensata vendetta ispirando processi di cui nessuno sentiva la necessità (anche se qualcuno avrà esultato)”. 

Il processo, prossimo alla prescrizione dopo oltre sette anni dai fatti, riprenderà il 20 dicembre. 

 

 


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2 maggio, 2019

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