Viterbo – “Chiudete le Masse di San Sisto”. Dopo la sentenza del tribunale di Viterbo, pubblicata a fine gennaio, adesso il giudice Federico Bonato ha sciolto la riserva e con un’ordinanza datata 21 marzo, scrive la parola fine all’attività nell’area termale a sud di Viterbo.
È l’ultimo atto nella guerra per l’acqua termale che arriva dal pozzo San Sisto e che ha visto contrapposti Free Time, che in zona sta realizzando l’impianto al Paliano e Associazione le Masse e Antiche Terme Romane, proprietari dei terreni e gestori dell’area dove oggi ci sono le vasche.
L’utilizzo della risorsa mineraria spetta alla prima, così ha confermato il tribunale.
Il giudice ha nominato ausiliario – custode Giuseppe pagano, geologo, che mercoledì prossimo dovrebbe andare alle Masse a “chiudere i rubinetti”.
Il comune sarebbe stato delegato alla demolizione delle opere abusive in danno. richiedendo poi le spese sostenute ad Antiche Terme Romane.
L’ordinanza da parte del tribunale di Viterbo è chiara.
Il giudice ordina: “il libero accesso in favore della società Free Time sui fondi di proprietà della società Antiche Masse Romane e detenuti in locazione dall’Associazione Le Masse, nell’ambito del quale la società Free Time srl avrà diritto di mungere e sfruttare, con le modalità che riterrà più opportune, quanto in oggetto nella concessione”.
Inoltre: “l’interdizione da ogni genere di gestione, coltivazione, emungimento, captazione, raccolta della acque termominerali e dei suoi derivati, risalenti dal pozzo San Sisto o da qualunque altra effluenza termale naturale o artificiale che sia, provvedendo, se del caso, all’effettuazione dei necessari lavori finalizzati allo scopo”.
Sempre il tribunale impone: “la cessazione di ogni attività connessa all’utilizzazione delle acque termo minerali, nonché delle attività collaterali di ogni misura (massaggi, benessere, fanghi, riabilitazione, rivendita generi alimentari e di articoli di commercio vario), anche nei confronti di terzi o di qualunque soggetto avente causa dalle resistenti”.
Per far eseguire quanto stabilito, per il giudice: “appare necessario nominare un ausiliario – custode, affinché provveda a intraprendere tutte le misure, ove occorra anche coercitive, avvalendosi se del caso, della forza pubblica”.
La scelta è caduta su Giuseppe Pagano, geologo: “affinché provveda a dare concreta attuazione agli ordini, autorizzandolo alla nomina d’eventuali coadiutori e ditte esecutrici e avvalendosi, in caso di rifiuto delle società obbligate, ad avvalersi dell’ufficiale giudiziario di Viterbo e ove occorra, della forza pubblica”.
C’è poi la condanna di società e associazione al pagamento delle spese di procedimento, per 2mila euro e 1750 per compensi, oltre al rimborso delle spese forfettarie.
Un’ordinanza che mette fine a un braccio di ferro durato anni, l’utilizzo dell’acqua termale appartiene alla Free Time. Resta da capire se il passaggio sarà indolore.
Giuseppe Ferlicca
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