Everest – “Dopo sei giorni di viaggio siamo arrivati al campo base dell’Everest a 5364 metri di altezza”. Il gruppo di Sisipuòfare ha raggiunto l’obiettivo che si era prefissato: arrivare al campo base dell’Everest in bici. Il gruppo era partito il 17 aprile, qualche giorno fa la prima tappa a Kathmandu e poi la meta finale.
Sisipuòfare è costituito da Cristiano Sabatini, Daniele Sala, Stefano Marrini, Davide Santini, Paolo Franceschini, Diego Poggiolini, Giacomo Galliani.
Cristiano Sabatini aveva già raccontato la nascita del progetto ed è lui a scrivere del viaggio e dell’impresa.
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“Dovevamo fare delle tappe intermedie per acclimatarci alle diverse altitudini, ma non è stato possibile per via del poco tempo a disposizione – ha spiegato Sabatini –. Abbiamo rischiato, ma è andata bene. Nessuno è mai arrivato fin qua in bicicletta. Siamo stati dei pazzi perché è stato comunque un tragitto massacrante sia per lo sforzo fisico che per l’altitudine. In molti tratti abbiamo dovuto portare la bici in spalla o spingerla”.
Al campo base il gruppo ha lasciato il segno del proprio passaggio: “Al campo base ho lasciato una bandiera, realizzata dal liceo Francesco Orioli. L’ho lasciata lì perché, come consuetudine, ogni persona che raggiunge la quota lascia la sua bandiera o qualcosa di suo”.
Poi il riferimento al Guinness world record che Sisipuòfare voleva realizzare ad alta quota. “Una volta raggiunto il campo base dell’Everest, Paolo Franceschini ha fatto il suo spettacolo comico – ha raccontato Sabatini –. La sua è stata una performance mimata in modo da essere compresa dai turisti di tutto il mondo. E’ entrato di diritto nel Guinness world record, registrando lo spettacolo come Highest comedy show, ossia lo show comico più alto al mondo”.
Tra salita e discesa il percorso dovrebbe durare all’incirca 12 giorni. Il ritorno verso casa è già iniziato. “Abbiamo iniziato la discesa e a Gorak Shep ho cucinato la carbonara più alta al mondo, ossia a quota 5140 metri di altezza. Abbiamo fatto anche un’escursione al ghiacciaio Khumbu sul colle Kala Patthar, unico posto da cui è visibile la cima dell’Everest. Dal campo base infatti la vetta non è visibile”, ha aggiunto Sabatini.
Un percorso bellissimo e indimenticabile sia per i paesaggi che per gli incontri fatti. “I panorami sono stupendi, sul nostro cammino abbiamo incontrato tante persone del luogo – ha concluso Sabatini –. Spesso si vogliono fare foto con noi e ci chiedono il perché della nostra impresa. Tra le persone incontrate anche la guida Kami Rita Sherpa che è il detentore del record di ascese all’Everest, avendone fatte 23″.
Maurizia Marcoaldi
Fotogallery: Campo base dell’everest
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