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Viterbo - Paola Celletti interviene sulle contestazioni del 25 aprile

“Sproporzionata la decisione di sciogliere le righe…”

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Paola Celletti

Paola Celletti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In molti abbiamo letto con attenzione l’intervista rilasciata dal generale Bordo, comparsa su Tusciaweb, per tentare di comprendere quali passaggi dell’intervento del presidente dell’Anpi Mezzetti, che pure abbiamo ascoltato in piazza e in questi giorni più volte riletto, potessero essere tacciati di “dileggio” all’esercito.

E dunque, al tirar delle somme, le uniche contestazioni che il generale Bordo rivolge concretamente e direttamente al discorso in questione e che riguardano i militari, si esauriscono al passaggio in cui è stato citato il rapporto Onu sull’Afghanistan.

Tale documento attesta che il numero dei danni collaterali ovvero delle vittime civili di quello che il presidente Mezzetti ha definito “l’intervento americano in Afghanistan” è stato superiore a quello causato direttamente dal conflitto interno scatenato dagli islamisti.

Si tratta francamente di un riferimento verificabile e di una circostanza oggettiva che non possono di certo intaccare l’indiscusso onore dei militari italiani.

Ci appare, pertanto, del tutto sproporzionata la decisione di sciogliere le righe, voltando simbolicamente le spalle non solo all’Anpi, quanto ai rappresentanti delle istituzioni che si accingevano a parlare e soprattutto al ricordo dei 490mila effettivi del ricostituito esercito italiano che contribuirono in modo fondamentale alla Liberazione e della cui memoria quel picchetto rappresentava insieme custodia e testimonianza.

Non vorremmo quindi che, da qualche parte, mentre si solleva ad arte il dito verso un impalpabile dileggio all’esercito, si rivolga molto più prosaicamente lo sguardo al prossimo comizio cittadino del capo della Lega lombarda e si voglia semplicemente costruire l’occasione per innescare l’ennesima pretestuosa polemica a uso e consumo della propaganda elettorale di Salvini.

Il tempo è galantuomo ed il primo maggio sapremo.

Quello che per noi resterà in ogni caso, al di sopra delle inconsistenti polemiche e delle strumentalizzazioni contingenti che inevitabilmente passeranno, è il rispetto e la gratitudine per i 40mila caduti dell’esercito regolare italiano e per gli altrettanti caduti partigiani, che insieme hanno dato la vita per restituire all’Italia l’onore perduto con l’alleanza nazifascista e che con il loro sangue ci hanno permesso di vivere in libertà e democrazia.

Questo per noi è il 25 aprile.

Paola Celletti


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30 aprile, 2019

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