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Civitavecchia - Vittime due operaie della mensa della centrale - Costrette a lavare i piatti per ritorsione - Condannato un 67enne di Civita Castellana

“Fammelo assaggiare questo culo”, due anni e mezzo al datore di lavoro

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Un'aula di tribunale

Un’aula di tribunale

Civitavecchia – (sil.co.) – Prima le riempie di fiori, poi le manda a fare le lavapiatti. “Fammelo assaggiare questo culo”, avrebbe detto a una delle vittime, infilandole la mano nei pantaloni.

Per questo è stato condannato a due anni e mezzo per stalking, lesioni aggravate e violenza sessuale il datore di lavoro di due operaie di Tarquinia impiegate alla mensa della centrale di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia.

Lui è un 67enne originario di Latina, ma residente a Civita Castellana. Tra la fine del 2012 e il 2015 se la sarebbe presa con le due vittime, prima corteggiandole in maniera spinta e poi facendo scontare loro sul lavoro il rifiuto ai suoi approcci sessuali.

Entrambe le donne, in più occasioni, sarebbero state insistentemente palpeggiate al seno e sul sedere, mentre l’uomo tentava di baciarle.

Non volendone sapere di allacciare una storia sentimentale, l’imputato avrebbe “punito” una di loro assegnandola alla pulizia dei bagni e al lavaggio dei pentoloni della cucina.

La poveretta è finita in ospedale con le palpitazioni e una prognosi di sette giorni.

“Fammelo assaggiare questo culo”, avrebbe detto all’altra, palpeggiandola e infilando le mani nei pantaloni per toccarle i genitali.

Le vittime sarebbero state sorprese negli spogliatoi mentre si stavano cambiando. “Andiamo in albergo”, avrebbe proposto senza tanti preamboli l’imputato, puntando dritto al sodo.

Il processo si è concluso ieri al tribunale di Civitavecchia e l’imputato è stato condannato anche a risarcire le vittime, parte civile con l’avvocato Giuseppe Picchiarelli, con una provvisionale di 5mila euro ciascuna.


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22 maggio, 2019

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