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Cronaca - Gennaro Speria, avvistato ieri a Viterbo, racconta la storia del suo lungo viaggio a piedi da Milano a Roma con una croce sulle spalle

“Combatto per riaprire il mio centro d’accoglienza per ex detenuti e ragazzi difficili”

di Samuele Sansonetti
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Viterbo - Gennaro Speria

Viterbo – Gennaro Speria

Viterbo - Gennaro Speria

Viterbo – Gennaro Speria

Viterbo - Gennaro Speria

Viterbo – Gennaro Speria

Viterbo - Gennaro Speria

Viterbo – Gennaro Speria

Viterbo – Con quella croce da 40 chili in spalla è difficile passare inosservato.

Gennaro Speria ne è consapevole e di fronte alle domande dei curiosi non si tira indietro. Non l’ha fatto nemmeno ieri, quando attorno all’ora di pranzo è stato avvistato a Viterbo.

Impossibile per i passanti non chiedergli informazioni sul suo insolito viaggio.

Sono partito il 25 aprile da Milano – racconta – e sono diretto a Roma, dove spero di essere ricevuto dal papa. Dormo in tenda? No, ho solo un sacco a pelo. Ho preso neve e pioggia, non so nemmeno con quale forza riesco ad andare avanti ma ci siamo quasi e non mollo“.

Tra i vari tatuaggi che ricoprono il suo corpo spicca un tribale sul lato destro della faccia, del tutto simile a quello di Mike Tyson. Ma anche una scritta sulla parte posteriore del collo: Area 51. Come l’officina di Rozzano che ha gestito fino a qualche tempo fa e che col passare degli anni si è trasformata anche in un centro di accoglienza per ex detenuti e ragazzi difficili. L’obiettivo di “Genny” era quello di togliere i giovani da quella strada che per via di un’infanzia disordinata gli ha aperto spesso le porte del carcere.

“So quant’è duro dover affrontare il carcere – prosegue Speria -. Nella mia vita ho fatto un sacco di cazzate e cose cattive. Poi un giorno ho capito quello che stavo combinando e ho deciso di cambiare strada. L’Area 51 aiutava gli ex detenuti al reinserimento: non tutti i ragazzi hanno la stessa fortuna e molti di loro hanno bisogno di una mano. Ci sto male quando penso che per loro il futuro è incerto“.

A causa di problemi economici, infatti, l’Area 51 è stata costretta a chiudere i battenti e il viaggio di Gennaro Speria ha l’obiettivo di cercare in ogni modo la riapertura dell’attività. Anche grazie all’aiuto di papa Francesco.

Combatto per loro – spiega il 47enne –. Per quei ragazzi che sono come i miei figli. E per portare un messaggio a tutti i giovani che incontro lungo il mio cammino: camminate a testa alta, osservate il mondo e non vi piegate di fronte alla violenza”.

Samuele Sansonetti


Articoli: Da Milano a Roma a piedi con una croce sulle spalle di Samuele Sansonetti


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8 giugno, 2019

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