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Viterbo - Il cammino di Gennaro Speria, diretto nella Capitale con l'obiettivo di essere ricevuto dal Papa, fa tappa nella Tuscia

Da Milano a Roma a piedi con una croce sulle spalle

di Samuele Sansonetti
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Viterbo - Gennaro Speria

Viterbo – Gennaro Speria

Viterbo - Gennaro Speria

Viterbo – Gennaro Speria

Viterbo – Uno zaino con l’essenziale per la sopravvivenza e una croce di 40 chili sulle spalle.

Il lungo viaggio di Gennaro Speria è quasi al termine e prima di raggiungere Roma fa tappa nella Tuscia. Impossibile per i viterbesi non avvistarlo, durante il passaggio nella città dei Papi arrivato attorno all’ora di pranzo.

Partito da Milano a fine aprile, “Genny” intende raggiungere la Capitale per essere ricevuto dal Papa e portare un messaggio di speranza ai giovani.

Dopo una vita non proprio regolare e un po’ di carcere, il 47enne di origini campane ha deciso di cambiare rotta e ha fondato l’officina ‘Area 51’, che è diventata anche un centro di accoglienza per ex detenuti ma costretta a chiudere per mancanza di fondi.

Da qui l’idea di partire, per cercare un aiuto concreto per la riapertura dell’associazione e parlare il più possibile ai ragazzi, coi quali si è intrattenuto anche durante l’attraversamento di Viterbo. Lasciata la città, il cammino è proseguito verso Vetralla.

“Non so nemmeno con quale forza riesco ad andare avanti – racconta Speria – ma ci siamo quasi e non mollo. Lo faccio per l’Area 51 ma anche per i giovani: ci sto male quando vedo che per loro non c’è futuro”.

Samuele Sansonetti


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7 giugno, 2019

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