Viterbo – Gli rapinano il cellulare in via Saragat e lui sporge denuncia. Ma giunti dopo quattro anni e mezzo al giorno del processo non ricorda niente, nemmeno di avere sporto querela. “Non ricordo assolutamente nulla, nel frattempo sono rimasto ferito in un incidente”, ha spiegato ieri in aula durante un’udienza a tratti surreale.
Protagonista un 33enne, all’epoca residente a Civitella D’Agliano, che verso le 15,45 del 27 gennaio 2014 era appena sceso dalla sede della Cgil in via Saragat quando, ancora sotto gli archi del palazzo dove si trova il sindacato, sarebbe stato accerchiato da 4-5 uomini tra i 40 e i 50 anni, uno dei quali voleva 5 euro che lui non gli ha dato. Poi gli avrebbe strappato di mano il telefonino.
Per quell’episodio è finito sotto processo davanti al giudice Giacomo Autizi per tentata rapina in concorso un uomo di nazionalità romena, difeso dall’avvocato Luigi Mancini. Ieri avrebbe dovuto essere sentita la vittima, rintracciata dai carabinieri in provincia di Verona.
Ma la vittima oggi è smemorata. “Il 14 gennaio dell’anno dopo, nel 2015, sono rimasto ferito in un incidente all’Acquarossa, nel punto dove pochi giorni dopo è morta una persona, per cui ho perso molti riferimenti. Nel frattempo, in questi ultimi cinque anni, ho cambiato completamente vita e adesso vivo e lavoro in provincia di Verona. Non ricordo niente della denuncia, me lo hanno detto i carabinieri che sono venuti a cercarmi per dirmi di venire a Viterbo a testimoniare”, ha detto al giudice, chiedendo se fosse possibile rimettere la querela, cosa che non ha potuto fare, trattandosi di un reato perseguibile d’ufficio.
Il pm ha fatto di tutto per cercare di fargli tornare la memoria dell’episodio, ma niente. “Ricordo solo che avevo un iPhone 6 di colore bianco, ma non ricordo altro”, ha spiegato.
Al giudice perplesso che, dopo avere pensato di affidare una perizia a un medico legale, gli ha chiesto di far avere al tribunale la sua certificazione medica, ha spiegato: “Ci sono il mio nome e cognome su Tusciaweb. Se vuole, può controllare. A suo tempo scrissero dell’incidente e due giorni dopo hanno anche pubblicato una mia lettera di ringraziamento firmata”.
Tutto ancora oggi su Tusciaweb. Il 33enne rimase ferito in un frontale tra due auto, avvenuto nel primo pomeriggio del 14 gennaio 2014 sulla Teverina, all’altezza dell’Acquarossa. Trasferito d’urgenza in ambulanza all’ospedale di Belcolle, due giorni dopo, il 16 gennaio, il giovane si sentì di ringraziare i soccorritori con una lettera. Risale invece al 18 gennaio l’altro incidente cui il 33enne ha fatto riferimento. Un incidente avvenuto verso le 20 sempre sulla Teverina all’altezza dell’Acquarossa, in cui perse la vita una badante romena 35enne di Grotte Santo Stefano e rimasta ferita una coppia di Roma.
Preso atto della determinatezza del teste smemorato, il giudice ha per ora rinunciato a disporre una perizia, riservandosi di decidere dopo avere acquisito la documentazione del medico curante del 33enne.
Ha quindi rinviato l’udienza al 20 febbraio 2020, per dargli il tempo di depositare tutto in tribunale, dopo avergli spiegato punto per punto cosa deve fare, per evitargli il disagio di dovere tornare per quella data da Verona. Poi si vedrà.
Silvana Cortignani
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