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Bagnaia - Condannato a un anno e due mesi un 39enne

Massacra la moglie con botte e morsi alla testa davanti ai figli minorenni

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Paola Conti

La pm Paola Conti

L'avvocato Luca Nisi

L’avvocato Luca Nisi

Bagnaia – Lo scorso 26 dicembre, nel pieno delle festività di Natale, è stato denunciato a piede libero per avere aggredito brutalmente la moglie. Movente: impedirle di tornare in Romania coi figli per assistere la madre gravemente malata.  L’altro giorno, a distanza di sei mesi, è stato condannato a un anno e due mesi. 

Sotto l’effetto dell’alcol, il giorno di Santo Stefano l’avrebbe picchiata violentemente con pugni al volto e in testa, graffi e mordendola alla fronte e alle orecchie, nonché provando a strangolarla.

Il tutto davanti ai figli di 7 e 11 anni. La donna, medicata in ospedale con una prognosi di cinque giorni, a quel punto lo ha denunciato. 

E’ successo a Bagnaia, dove la brutta storia stava andando avanti ormai da giorni. 

Per impedirle di chiedere aiuto, dopo averle rifiutato l’autorizzazione all’espatrio dei minori, il marito della vittima, un 39enne anche lui romeno, l’avrebbe rinchiusa in casa, serrando la porta d’ingresso dall’esterno a più mandate, massacrandola di botte e minacciandola di morte se si fosse recata al pronto soccorso. Per impedirle ogni via di fuga, inoltre, sarebbe arrivato a chiuderla a chiave in una stanza dell’abitazione senza il cellulare. 

Finito sotto processo per maltrattamenti in famiglia e lesioni, al termine dell’inchiesta lampo condotta dalla pm Paola Conti, l’altro giorno è stato processato col rito alternativo del patteggiamento, chiesto dal difensore Luca Nisi, davanti al giudice Silvia Mattei.

L’imputato, per questa volta, con lo sconto di un terzo del rito, se l’è cavata con un una condanna a un anno e due mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena e la non menzione. 

Leggendo contestualmente alla sentenza la motivazione, il giudice ha sottolineato come a favore del reo abbia giocato il fatto di avere iniziato presso il Sert un percorso per disintossicarsi dall’alcol, che già in passato gli era costato precedenti di polizia. 

All’uomo sono state revocate le due misure cautelari cui era sottoposto da cinque mesi, ovvero l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla parte offesa. 

Silvana Cortignani

 


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23 giugno, 2019

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