Viterbo – Un principio di incendio in una cella del carcere di Mammagialla. La causa un cuscino andato a fuoco. Sotto accusa uno dei due detenuti che si trovavano all’interno della stanza e che stava utilizzando il fornello per cucinare la cena. Ieri in aula il giudice Giacomo Autizi ha ascoltato la testimonianza del detenuto, compagno di cella dell’imputato. Al termine la condanna da parte del magistrato.
Il fatto è accaduto il 9 febbraio 2017 all’incirca alle otto di sera. I due detenuti stavano preparando la cena. Il fornello era acceso.
“Io mi sono assentato pochi minuti per andare in bagno – ha riferito il testimone, compagno di stanza del detenuto – e quando sono uscito ho visto il fumo. Il mio compagno alla mia richiesta di spiegazioni è rimasto in silenzio e si è tirato indietro senza spegnere il principio di incendio. Credo, ma non l’ho visto con i miei occhi, che abbia messo il cuscino sul fornello e che questo abbia così preso fuco. Non so perché l’ha fatto”.
I due detenuti dopo l’episodio sono stati destinati a sezioni diverse del carcere e non si sono mai più incontrati.
A riferire in merito anche l’infermiere della struttura.
“Sono intervenuto e ho visto che c’era il cuscino tutto bucato – ha riferito l’infermiere del carcere -. Ho chiamato la sorveglianza, ho aperto la cella e ho fatto entrare i detenuti in un’altra sala”.
Al termine il giudice ha ritenuto l’imputato responsabile e l’ha condannato a 4 mesi di reclusione.
Maurizia Marcoaldi
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