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Tribunale - Mammagialla - Era scritto nella lettera inviata all'ex direttrice del carcere dal boss della 'ndrina Leone Soriano - Detenuto in regime di 41 bis, è sotto processo per minacce

“Smettete di bloccarmi la posta, altrimenti ci saranno conseguenze gravi”

di Silvana Cortignani
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'Ndrangheta - Il boss Leone Soriano

‘Ndrangheta – Il boss Leone Soriano

L'ex direttrice del carcere di Viterbo Teresa Mascolo

L’ex direttrice del carcere di Viterbo, Teresa Mascolo

Viterbo – “Smettete di bloccarmi la posta, altrimenti ci saranno conseguenze gravi”. C’era scritto nella missiva manoscritta inviata il 6 maggio 2014 all’allora direttrice del carcere di Mammagialla, Teresa Mascolo, dal boss della ‘ndrina Leone Soriano detenuto in regime di 41 bis. 

Soriano, 53 anni, è considerato il capo dell’omonima ‘ndrina di Filandari, nel Vibonese.

Il contenuto della lettera – costata al capoclan un processo per minaccia aggravata a pubblico ufficiale – è stato illustrato ieri al giudice Gaetano Mautone dalla stessa ex direttrice del carcere di Viterbo, che non si è costituita parte civile ed è stata sentita in tribunale come parte offesa. 

“Leone Soriano, che a Mammagialla era detenuto in regime di carcere duro, il 41 bis, si diceva vittima di abusi da parte dell’ufficio censura, minacciando, se non avessimo smesso di bloccargli la posta, gravi conseguenze. Il tutto perché era stato disposto il blocco di diverse missive da parte dell’autorità giudiziaria, cui erano state segnalate, la maggior parte scritte alla moglie, anche lei detenuta. Gli era stato spiegato, ma lui non voleva capire, che il blocco della corrispondenza lo dispone il magistrato non il direttore del carcere”, ha spiegato Teresa Mascolo.

Il boss, che all’udienza dell’8 giugno 2018 era presente in aula scortato dalla penitenziaria, ieri ha rinunciato a presenziare al processo. Rilasciato a settembre 2017, è stato arrestato a marzo 2018 in quanto presunto mandante di una serie di estorsioni avvenute a Filindari. Attualmente sarebbe detenuto nel carcere di Catanzaro. 

“Oltre a scrivere ‘smettetela altrimenti ci saranno conseguenze gravi’, per indurci a fare passare le missive senza bloccarle, Leone Soriano nella lettera mi ringraziava ironicamente per una telefonata di venti muniti coi familiari che gli era stata concessa per sbaglio. In pratica, i detenuti del 41 bis possono avere o un colloquio al mese o una telefonata di venti minuti al mese coi familiari. E l’una cosa esclude l’altra. A lui invece erano stati concessi per errore entrambi e chiedeva se avrebbe dovuto restituire la telefonata di troppo”, ha proseguito Teresa Mascolo. 

Per le minacce alla direttrice del supercarcere viterbese di Mammagialla, la sentenza è stata rinviata al 15 maggio 2020. 

Silvana Cortignani

 


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29 giugno, 2019

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