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Riceviamo e pubblichiamo – La notizia del probabile trasferimento dell’ufficio scolastico provinciale, ex provveditorato agli studi di Viterbo, rappresenta la perdita di un competente e importante punto di riferimento che mi coinvolge come lavoratore del mondo scolastico e come cittadino di una provincia che ha la sua specificità e le sue problematiche che devono essere affrontate e risolte operando direttamente sul territorio.
L’ufficio scolastico provinciale, infatti, rappresenta da sempre il luogo dove si coordina e si organizza il mondo della scuola e dove, specialmente d’estate, si lavora a pieno ritmo per garantire servizi efficienti e lavoro.
Sapere che entro poco tempo tutte queste operazioni potrebbero essere gestite a chilometri di distanza mi rattrista perché verrebbe meno il legame diretto e umano che negli anni è stato costruito tra gli uffici e l’utenza. Ho letto con piacere che tempestivamente la Cisl scuola provinciale si è schierata a favore dei lavoratori, ha convocato un incontro ed ha resa pubblica l’azione che quotidianamente l’Usp svolge per gli studenti, le famiglie ed il personale della scuola, lanciando uno slogan che è un invito a collaborare e ad intraprendere un’azione comune: non tagliare ma mantenere per risparmiare.
All’incontro organizzato e fortemente voluto da Mario Pietrella e Brunella Marconi della Cisl scuola provinciale, e da Mario Malerba, Cisl funzione pubblica, hanno partecipato anche autorevoli esponenti regionali e nazionali come Massimiliano Marzoli, responsabile Cisl presso Miur Roma e Loredana De Vita, segretario aziendale sindacale Miur di Roma, a dimostrazione che il problema è grave e coinvolge l’intera comunità.
L’incontro che si è svolto nella sede dell’ex Provveditorato è il primo passo. In quel contesto è stata richiesta una mappatura della dotazioni organiche, una riorganizzazione delle funzioni del personale e un tavolo di lavoro per comprendere e capire i problemi, per vigilare e, se necessario, contrastare, un’eventuale errata azione governativa.
Da insegnante della scuola mi auguro che ci sia una vera e propria mobilitazione di tutti i soggetti coinvolti, in particolare del presidente della Provincia di Viterbo unitamente ai nostri parlamentari alla Regione. Non si può permettere, infatti, che il nostro territorio venga privato di servizi fondamentali come l’ufficio scolastico provinciale nel più totale silenzio dei politici.
Aldo Bellocchio
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